Sound&Vision

Zola Jesus @ Monk

Bruno Pecchioli
Scritto da Bruno Pecchioli

A colpire nel segno è certamente la sua particolare timbrica vocale che pare giungere da mondi lontanissimi

Torna a Roma Zola Jesus per presentare al pubblico del Monk la sua ultima fatica “Okovi”, uscito i primi di settembre edito da “Sacred Bones Records”.
Alle spalle, già una importante produzione indipendente seguita da un percorso di crescita rapido e travolgente culminato, nella sua massima espressione, con la collaborazione coi blasonati M83 per l’album “Harry Up, we’re Dreaming” (2011).
Nelle premesse, “Okovi” si preannunciava certamente come un lavoro degno davvero di nota.
Un vissuto intenso tramite cui, l’artista di origine russa – vero nome Nika Roza Danilova– ha di fatto elaborato una  profonda riflessione circa i temi della perdita e della riconciliazione.
I fedelissimi di Zola, accorsi in massa nonostante la performance infrasettimanale, hanno contribuito essi stessi a dar vita ad una serata speciale, presi magistralmente per mano e guidati dal carisma e l’indiscusso talento della cantante di Phoenix che, al suo ingresso sul palco, pare apparire fin’anche fuori luogo con quei capelli lunghissimi e l’espressione distante, impassibile, volutamente sfocata.
Una presenza minuta, discreta, pacata e decisamente giovane, se messa, ad esempio, a confronto col resto della band.
A colpire nel segno è certamente la sua particolare timbrica vocale che pare giungere da mondi lontanissimi. Dal vivo, la Jesus, conquista e ammalia per possenza ed espressività. Ed anche per il ritmo che anima, di fatto, il suo show sospeso in un continuo andirivieni fra momenti di staticità 
mortuaria ad autentiche crisi di isteria.
Apprezza e molto il pubblico del Monk e te ne accorgi dai loro volti, dai sorrisi e dalla voglia di scuotersi e ballare. Ed anche da, perchè no, da qualche singhiozzo.
Un live di assoluto valore, insomma, che ha confermato ancora di piu’ la capacità dell’artista di frantumare ogni tipo di barriera percettiva nel nome di un’energia che, da tempo, avvertivamo come necessaria. indispensabile, perfino.
Opening act per il bravo Devon Marsh, ex frontman del duo canadese Majical Cloudz.

Articolo e Foto di Bruno Pecchioli

About the author

Bruno Pecchioli

Bruno Pecchioli

Bruno "Pek" Pecchioli. Romano per nascita e tradizione.
Fotografo per consapevolezza e necessità.
Viaggiatore periodico.
Ferocemente dipendente da ciò che meraviglia.
E la musica è meraviglia. Sempre. Until the end.

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