Interviste

Zibba, Intervista

Serena Zavatta
Scritto da Serena Zavatta

Le parole hanno bisogno di libertà per venire fuori

Dopo un’estate lunga e ricca di soddisfazioni  Zibba prosegue con l’Universo Tour, partito lo scorso giugno.
Durante il tour Zibba è accompagnato da Andrea Balestrieri (Batteria) e da Stefano Riggi (Sax/Synth).
Tra un concerto ed un altro abbiamo intervistato Zibba, guardate cosa ci ha detto.

Non sei un tipo da “tormentoni estivi” e questo è chiaro, i tuoi brani spingono comunque sempre ad una riflessione, a un’introspezione. Come nascono davvero i brani di Zibba? Sappiamo ad esempio di canzoni come Universo, scritta in furgone mentre eri in tour…
Mi capita spesso di scrivere in viaggio, in hotel come in furgone o in treno. Casa è il luogo dove produco, dove passo le nottate a lavorare sui suoni. Le parole hanno bisogno di libertà per venire fuori. Il tour è il momento ideale perché riunisce tutte le sensazioni in una e vedo tutto più chiaro.

Quant’è difficile “muoversi svelti” per Zibba? E come si fa a farlo senza perdere pezzi di sé per strada?
Non trovo difficile quasi nulla di questo lavoro, il segreto è pensarlo come si pensa a un qualunque impegno della vita e dedicargli cura e tempo e studio. E poi basta circondarsi di persone giuste alle quali delegare alcuni aspetti o decisioni. Lo trovo bello incasinato più che difficile. Nonostante tutto è l’unica cosa che so fare, mi viene naturale.

Penso a pezzi come Ovunque, in cui  unisci canzone e lettura, tanto che l’ascoltatore si trova come immerso in una reading ad un certo punto, piuttosto che in una canzone. Come mai questa scelta? Quale pensi sia il valore aggiunto?
Ovunque contiene un monologo scritto dal mio amico Matteo Manforte, autore con il quale sto facendo cose belle ultimamente. Non cercavo un valore aggiunto, semmai avevo voglia di fare quella cosa indipendentemente dal fatto che su disco questo portasse la canzone da un’altra parte. L’idea era quella di voler comunicare un certo disagio che era già tra le righe scritte da Matteo. La voce del nostro batterista Andrea ha dato il taglio giusto a questo monologo, che forse recitato da un attore più impostato avrebbe perso la sua vera natura di sfogo ignorante.

Cosa direbbe oggi di te lo Zibba di L’ultimo giorno? E, al contrario, cosa ti manca di lui?
Mi manca il fatto che avevo vent’anni, e che il mondo era diverso. Guardo quel disco con tenerezza, come si guardano le vecchie foto. Eravamo le stesse persone di ora, con sogni più piccoli che poi nel tempo si sono in parte anche realizzati. Se lo Zibba dell’epoca facesse un salto nel futuro a vedere come sono oggi conoscerebbe suo figlio e capirebbe che la musica è un gioco come tutto. E forse resterebbe a vivere qui con me e scriveremmo cose bellissime.

Progetti da svelare? Cosa dobbiamo aspettarci per il nuovo anno?
Come sempre faccio molte cose, e ci sono davvero tante novità. Nel 2017 uscirà il nuovo disco, un libro e alcune produzioni con la mia firma. Continuo a scrivere per altri e sono molto fiero di alcuni lavori che stanno per arrivare sul mercato. Sono in un momento positivo, e cerco di fare il meglio senza pensare troppo al futuro, come sempre.

Ecco le ultime date annunciate di Universo Tour:
1.10 ZIBBA @ Arlecchino – Vedano Olona (VA)
13.10 ZIBBA BAND @ Salumeria della Musica – Milano (MI)
14.10 ZIBBA BAND @ Chiamata alle Arti Festival – Bra (CN)
21.10 ZIBBA @ Sound Music Club – Frattamaggiore (NA)
22.10 ZIBBA @ Ex Convento Annunziata – Sestri Levante (GE)
27.10 ZIBBA @ Druso – Ranica (BG)

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