Recensioni

Year Of Taurus – Toposoils

Il disco si candida ad essere, fin da ora, uno dei più belli di questo 2021

Scrivo queste righe nel giorno in cui un vaccino è stato sospeso in via precauzionale e mezza Italia è precipitata in zona rossa. Abbiamo accolto il 2021 con molta speranza, ma a prevalere è ancora l’incertezza. A farmi compagnia in questa strana serata, come spesso accade, è la Musica e quel senso di malinconia e preoccupazione, che ritrovo costantemente in molti degli album usciti in questi primi mesi dell’anno. E sarebbe quantomeno strano il contrario visto che la Musica, quella non soggetta al volere delle masse, racconta il suo Tempo. E l’album che presentiamo oggi ci riporta a quel tempo sospeso a cui siamo stati costretti durante il primo lockdown. Periodo di grande ansia, periodo in cui abbiamo dovuto ridisegnare i nostri spazi e trovare un equilibrio, che ci consentisse di vivere in quello che a molti è sembrato un eterno presente. Un periodo in cui molti di noi hanno avuto l’occasione di stare e ritrovare quella parte di sé, che la frenesia della quotidianità aveva sopito.
Uno dei frutti più belli di quel tempo sospeso è Year of Taurus, progetto dietro al quale si cela Matteo Dossena compositore e cantante degli Sherpa. Per l’artista abruzzese quella pausa dal mondo reale è stata l’occasione per riorganizzare il suo archivio, dare forma a brani e idee che erano rimasti in fase embrionale e dare al tutto uniformità.
Topsoils si configura come uno sguardo nostalgico sul passato, una riflessione sull’inesorabile scorrere del Tempo, che fagocita ogni cosa e relega, almeno per il breve periodo che ci è concesso, nella dimensione del ricordo volti e situazioni. L’album si apre con le amare riflessioni contenute nella title track, la cui stessa traduzione ci ricorda quello che sarà l’inevitabile destino di tutti. Riflessioni che hanno come tema il disagio di chi è costretto a vivere in un pianeta costantemente violentato da un’umanità che non riesce a comprendere di essere solo un ospite temporaneo. La Natura non ha bisogno di noi, ma noi di lei e di tutta la sua bellezza. Riflessioni amare ma anche l’invito a non aspettare una Rivoluzione Culturale, piuttosto ad iniziarla a partire dai singoli gesti giornalieri.
I restanti sette brani hanno, come accennato in precedenza, un carattere più intimo e il momento più toccante, a mio avviso, lo si raggiunge con Daddy. Dalle rarefatte e oniriche atmosfere disegnate dalla musica emergono all’improvviso immagini fugaci che hanno il sapore nostalgico del ricordo.
Topsoils è un viaggio intimo e intimista raccontato attraverso le suggestive e struggenti immagini che regalano le parole incastonate a loro volte nelle atmosfere di matrice psichedelica e shoegaze disegnate dalla Musica. Il disco si candida ad essere, fin da ora, uno dei più belli di questo 2021 e questa è una bella notizia. La brutta è che le 23 elegantissime copie fisiche messe a disposizione dalla neonata Astral Concrete sono esaurite. Al bellissimo album ha fatto eco, infatti, un raffinato lavoro artigianale per l’artwork, che è stato ideato dal collettivo Coito Negato. A chi non ha avuto la prontezza dell’acquisto posso consigliare innanzitutto di andare sulla pagina bandcamp di Year of Taurus e far propria la versione in digitale e, subito dopo, di non perdere un’eventuale possibilità di acquisto nel caso in cui una delle altre 22 copie, la mia non la vendo, dovesse materializzarsi sul web.

Year Of Taurus
Astral Concrete
Metaversus PR

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Fortunato Mannino

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