Sound&Vision

Yann Tiersen @ Villa Manin, Passariano (FVG)

Yann Tiersen @ Villa Manin
M. Beatrice Rizzo

Yann Tiersen è un avanguardista, un “anarchico musicale; utilizza schemi semplici e sonorità complesse. Ecco il report di questo meraviglioso concerto!

Intimo è il concerto di Yann Tiersen in quel complesso architettonico monumentale che è Villa Manin, la villa padronale alle spalle e il palco posto al centro delle esedre di ponente e levante creano un piacevole contrasto con l’ipnotismo minimale delle note di Tiersen.
Si presenta sul palco da solo per raggiungere il pianoforte dove, con la ripetizione di schemi semplici, è in grado di tessere sonorità multiformi e contemplative. Quando viene poi raggiunto da tre componenti del suo progetto musicale ha l’opportunità di mostrare al pubblico la sua straordinaria abilità di polistrumentista, con sicurezza imbraccia il violino e con altrettanta fiducia si sposta poco dopo al clavicembalo; con tubular bells e percussioni, in modo progressivo ma quasi impercettibile, sfocia nella poliritmia etnica.
Tiersen ci presenta poi Alex, che in realtà è con noi dall’inizio della serata, proprio al centro del palco. Alex è un registratore a bobine che racconta i rumori dell’isola di Ushant: il mormorio della gente, i gabbiani, la pioggia ed il mare della Bretagna arricchiscono l’esibizione. Siamo all’aperto e minaccia pioggia, ma il pubblico sembra non voler rinunciare all’eleganza: tutti sfoggiamo il nostro look migliore per Yann Tiersen.
L’illuminazione è ritmica e coreografica, drammatica a tratti, ogni strumento è illuminato da cilindri di luce che fluida passa da un capo all’altro delle lampade, si ferma solo per un’attimo al centro e si spegne, per poi ricominciare la sua liquida routine. Un paio di volte Tiersen si interrompe per interagire con il pubblico, raccontando di viaggi, turisti e leoni di montagna, ma sono attimi fugaci, la sua musica è sostanziosa e parla da sé.
Cercare di dare una definizione di che cosa sia la musica di Yann Tiersen è riduttivo, non semplicemente un compositore che strizza l’occhio alle avanguardie musicali minimaliste degli anni ’60 ma piuttosto un’artista che è riuscito a rendere apprezzabile il suo ideale di “anarchia musicale”.
Un ringraziamento va agli organizzatori: Vigna PR ed Azalea.it
Articolo di M. Beatrice Rizzo, Fotografie di Giovanni Aiello.

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