Recensioni

Winter dies in June – Penelope, Sebastian

In tutta onestà sentiamo di dover consigliare l’ascolto di questi splendidi 8 brani

Parlo molto volentieri del secondo disco dei Winter dies in June perché ciò mi consente di mettere in evidenza come non sia affatto infrequente, per una indie band del nostro paese, uguagliare e forse, a volte, superare quegli standard qualitativi che per stili musicali nati e sviluppatisi nell’area anglosassone sarebbe più naturale trovare nella musica degli artisti dei paesi che di essa fanno parte.
Gli otto splendidi brani contenuti in questa nuova fatica dei Wdij (“Penelope, Sebastian” è il titolo del CD, che offre un totale di ascolto musicale pari a circa quaranta minuti e un minutaggio medio per ogni singola canzone pari, grossomodo, a cinque minuti) costituiscono la prova provata di quanto si è appena detto del gruppo di Parma.
Filippo Bergonzi (basso), Andrea Ferrari (batteria), Alain Marenghi (voci, synth), Luca Ori (chitarra), Nicola Rossi (chitarra), questa la formazione che suona in “Penelope, Sebastian”, ce la mettono tutta davvero. E il risultato positivo degli sforzi profusi dal quintetto si sente ed è palpabile: gli arrangiamenti ariosi delle tastiere e la liquidità di certi arpeggi di chitarra elettrica vi trasporteranno in una atmosfera onirica e rarefatta inducendovi ad ascoltare e riascoltare le canzoni dell’album fino alla stanchezza.
Evidente e anche comprensibile la voglia dei Wdij di proporre una visione di se stessi che vada oltre i confini di casa nostra: lo confermano, oltre la musica (una musica coinvolgente, che parte da suggestioni post rock basiche, e che viene addolcita da belle melodie che richiamano un certo british & scottish pop molto in voga negli anni a cavallo tra Ottanta e Novanta), i testi in lingua inglese e quanto su Facebook dichiarano gli stessi Wdij sul tema delle influenze ricevute: “Influences include Explosions in the Sky, Mono, Band of Horses, Hefner, Fanfarlo, Blur, and Pulp”. E’ un disco, “Penelope, Sebastian” di cui, in tutta onestà, sentiamo di dover consigliare l’ascolto.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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