Recensioni

Welkin – The Silent Way

Sei brani dal DNA heavy metal nei quali ritmi ora graffianti si alternano a momenti più intimi

L’inizio e la fine di questa recensione o, se vogliamo, i pregi e le perplessità che emergono dall’ascolto dell’EP che presentiamo oggi, ruotano tutti intorno a due parole chiave: stabilità e tenacia.
I Welkin si sono formati nel 1998 e i continui cambi di line-up, secondo me, hanno condizionato la normale evoluzione della band. La tenacia ha fatto sì, invece, che il progetto non si disperdesse e The Silent Way è qui a testimoniarlo.
La copertina ci introduce, immediatamente, in quelli che sono i temi delle liriche e il mood dell’album di cui il silenzio, nelle sue svariate accezioni, è il protagonista assoluto. Sei brani dal DNA heavy metal nei quali ritmi ora graffianti si alternano a momenti più intimi. I venticinque minuti scorrono veloci ma, nonostante le idee e gli spunti musicali siano tanti e buoni, manca ancora quel quid che consente al gruppo di smarcarsi da schemi collaudati.
Più luci che ombre, dunque, per i Welkin che lasciano intravvedere, line up permettendo, grandi potenzialità.

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Fortunato Mannino

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