Recensioni

Visionoir – The Second Coming

Scritto da Fortunato Mannino

Progressive rock o avantgarde metal? La linea di confine, ammesso che ci sia, è sottile e questo è già di per sé un buon motivo per far proprio l’album

Nonostante lo scorrere del tempo, riesco sempre a stupirmi della varietà e della bellezza del nostro panorama musicale. È vero che lo osservo da una prospettiva privilegiata, certamente non l’unica ma è altrettanto certo che tanti album, grazie a internet e ai social, dovrebbero essere alla portata di tutti. Quello della rete e dei vari social è un vantaggio di cui la mia generazione non ha goduto ma paradossalmente oggi viene sfruttato solo parzialmente. E questo è un dato preoccupante che denota incapacità d’orientamento nel mare magnum della rete ma, soprattutto, un sempre più sconcertante e preoccupante abbandono al mainstream. Mi si obietterà che il web è talmente vasto che non sempre è possibile orientarsi e io non posso essere che d’accordo. Per questa ragione esistono testate giornalistiche serie, quelle che per intenderci non fanno copia – incolla dei comunicati stampa, e reti di contatti che segnalano uscite interessanti (diffido sempre da chi dice di saper tutto).
Il mio amore per la musica ruota su questi cardini e devo dire che gli incontri, reali o virtuali che siano, sono stati sempre molto interessanti. Uno degli ultimi incontri è stato con Alessandro Sicur e il suo progetto Visionoir. Progetto che ruota intorno all’unica figura del fondatore e della sua passione per la musica metal. Una passione che in The Second Coming viene declinata nei suoi vari sottogeneri e, soprattutto, evoluta e contaminata al punto di diventare qualcosa di nuovo e assolutamente affascinante. Alcune di queste sonorità sono ben sintetizzate nell’immagine di copertina, che ci proietta in atmosfere spaziali e, allo stesso tempo, anticipa con il titolo quelle che sono le distopiche atmosfere dell’album. Album che si apre con i sei minuti e mezzo di Lost In A Maze, brano che, come si può intuire dal titolo, racconta di un’umanità alla deriva, ingannata, a cui la verità è stata nascosta con belle bugie. Le atmosfere space e i riferimenti ai guardiani dell’universo sembrerebbero aprire alla teoria degli antichi visitatori ma, comunque sia, resta un uno dei pezzi più belli dell’album.
Tra le peculiarità l’inserimento di voci campionate che recitano poesie di TS Eliot, Ezra Pound, Antonin Artaud e Dylan Thomas. Voci che fanno da filo conduttore in quello che possiamo definire un abisso di dolore.
Progressive rock o avantgarde metal? La linea di confine, ammesso che ci sia, è sottile e questo è già di per sé un buon motivo per far proprio l’album. Posso solo dire che The Second Coming finisce con l’essere un vero e proprio concept in cui l’autore condivide la sua visione della vita, della musica e degli autori che lo hanno maggiormente influenzato. One man band sì, ma è anche vero che Alessandro Sicur sa scegliere bene i compagni di viaggio: Fabio Vogrig (Handful of Dust, Noioc, End of Eternity) e Alessandro Seravalle, di cui negli ultimi anni abbiamo presentato ogni lavoro e che considero una delle personalità importanti e influenti del nostro panorama musicale.
Amanti della Musica oltre il confine questo è un album da non lasciarsi sfuggire.

 

Revalve Records: https://www.facebook.com/revalverecords/
Alessandro Sicur: https://www.facebook.com/alessandro.sicur

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Fortunato Mannino

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