Recensioni

VinnieVin – 4 + IV Four plus quattro

Fortunato Mannino

Le premesse per un album importante ci sono tutte

Quanto la Musica fa parte di noi e influenza il nostro agire? La domanda potrebbe sembrare banale ma, se ci pensiamo bene, non c’è momento della nostra vita in cui la Musica non ci accompagni. Bastano poche strofe di un brano per far riemergere ricordi sepolti nella nostra memoria e che dire delle band o degli album che, a prescindere, accompagneranno per sempre il nostro terrestre pellegrinare? Per i musicisti il discorso cambia un po’ perché il condizionamento è, ovviamente, decisamente più diretto. Vi è, innanzitutto, l’input che spinge ad imbracciare uno strumento e, subito dopo, quando si passa alla fase creativa, le radici, prima o poi, affiorano. Nel disco di oggi non c’è bisogno di elucubrare su chi e come abbia influenzato la musica del salernitano VinnieVin. Il suo 4 + IV Four plus quattro è, infatti, un doppio tributo ai Kiss. Otto brani in tutto, scissi in due momenti ben precisi. Nella prima parte c’è il tributo alla musica dei musicisti la cui sinergia ha dato vita ai Kiss.
Quattro brani, ovviamente in lingua inglese, tratti dagli album solisti che Gene Simmons, Paul Stanley, Ace Frehley e Peter Criss hanno pubblicato nel 1978. La scelta è interessante, perché permette all’ascoltatore di rispolverare ascolti, forse non troppo consueti, e anche le cover sono ben fatte. E, visto che nel precedente album VinnieVin raccontava se stesso usando anche i numeri pari e i numeri dispari, mi adeguo e segnalo il primo brano, Rip it out, perché permette di rivivere, grazie alla sua energia, l’atmosfera di quegli anni e il terzo brano, See you tonite, perché mi è piaciuto il modo con cui è stato riletto e proposto. Anche nella seconda parte riecheggia il suono dei Kiss, ma i quattro brani sono pensati in lingua italiana e rappresentano il momento forse più interessante dell’album, proprio perché subentra la vena più intima e creativa dell’artista.
Anche in questo caso segnalo il primo brano che s’intitola Dietro quella porta. Brano che vede la partecipazione di Tony D’Alessio, voce del Banco Del Mutuo Soccorso, e che è anche il brano più intimo, personale e sentito. Una lirica delicata che come dice l’autore narra del conflitto interiore, tra rassegnazione ed ossessione, uno sdoppiamento della personalità, ispirato alla morte di mia madre, avvenuta nel 2017. Il ricordo, questa volta meno amaro, è il protagonista anche di Lady Musica, terzo brano dell’ipotetico doppio cd. VinnieVin disegna atmosfere suggestive quanto evocative per omaggiare la sua, immagino prima, maestra di canto. Anche in questo caso c’è un aneddoto importante da menzionare: il brano, che successivamente VinnieVin, nome d’arte di Vincenzo Iannello, ha modellato, è un regalo del nipote del compianto Sean Delaney, nome che s’intreccia a doppio filo con quello dei Kiss. Se la numerologia ha un senso il tre sarebbe anche il numero perfetto per chiudere la mia recensione ma… Un paio di considerazioni vorrei aggiungerle. La prima è che si tratta di un bel disco e lo si capisce anche dalla caratura degli ospiti citati esplicitamente e da quelli che avrebbero meritato più spazio, come il tastierista e compositore Michele Picaro. La seconda riguarda il futuro e, dopo questo disco, le premesse per un album importante ci sono tutte.

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