Recensioni

Gianni Venturi – 21 Grammi di Solitudine + Selfie Ergo Sum

Fortunato Mannino

21 grammi, lo ricordo, è il peso dell’anima

Uno degli incontri più significativi e importanti di questi anni come redattore di SOund36 è stato quello con Gianni Venturi, artista poliedrico e fine cesellatore di parole.
Artisticamente sono tante le esperienze musicali che ho proposto su queste pagine, penso a Il Vangelo di Moloch, a Mantra Informatico, a Tazebao, apprezzo le acute riflessioni e le poesie che condivide sulla sua pagina Facebook, ma l’aspetto più importante, che posso confermare dopo una lunga e affettuosa telefonata, è che Gianni Venturi uomo è lo stesso che racconta e si racconta nelle sue liriche. Per questa ragione ho deciso di non scindere, a dire il vero sarebbe impossibile almeno per me, il poeta di 21 Grammi di Solitudine (Giuliano Landolfi editore) dal cantante poeta di Selfie Ergo Sum terzo album degli Altare Thotemico.
Momenti compositivi diversi apparentemente lontani ma consequenziali uno all’altro.
In 21 Grammi di Solitudine a dominare è il tema della Memoria: quella dolce e agra che trasfigura volti, gesti e luoghi in quel non luogo che è il ricordo, ovvero, il luogo dell’anima in cui ogni cosa vive annullando lo spazio-tempo. Una memoria che non è mero ricordo affettuoso ma, soprattutto, valori e rispetto, capacità critica che lo sguardo del poeta non ritrova più in questa società odierna abbrutita dal consumismo e sempre più spietata. La solitudine è, dunque, la condanna di chi può ancora vantare il possesso di quei 21 grammi che, lo ricordo, è il peso dell’anima.
Due i momenti di questa silloge poetica: La memoria delle valli e 21 grammi di solitudine. Dal punto di vista meramente stilistico possiamo dire che i componimenti sono un misto tra elementi futuristi (mancanza di punteggiatura, uso di metafore e analogie, le classiche immagini senza fili) e atmosfere di natura prettamente crepuscolare.

è tempo di condividere l’assenza
tempo di estrema partenza
c’è un ponte di nebbia che separa le strade
poco battute che conducono ovunque
partecipare condividere aggregare
mi sento la pietra lapidaria
non angolare nel muto dialogare
fuori tempo l’estremo abbandono

Pochi versi che offuscano qualunque tipo di parola. I miei personali complimenti a Giuliano Ladolfi, che ha creduto e crede in questo libro, perché trovare un editore in un mondo divenuto di tipografi è cosa rara.
La poesia non ha solo il ruolo di esplorare i chiaroscuri di un sentimento, ma anche quello di raccontare la realtà per suscitare una riflessione critica o, semplicemente, indicare la via. Ecco che quel sentimento di isolamento e incomunicabilità che caratterizza il libro si trasforma radicalmente in Selfie Ergo Sum degli Altare Thotemico. Diventa un canto di denuncia verso una società capitalista sempre più cinica, sempre più cieca, sempre più inconsapevolmente prigioniera. Basta osservare la copertina dell’album e il messaggio è lampante: la statua della Libertà che si fa un selfie mentre un cielo grigio minaccia tempesta. Un selfie che sta costando caro, perché mentre le masse sono in preda ad un delirio edonista e dedite al consumismo gli oceani muoiono, nel mondo si combattono strazianti guerre civili, si inventano guerre per accaparrarsi gli ultimi giacimenti di oro nero. Una società cinica e indifferente ai problemi del mondo e del prossimo, apparentemente felice con il suo faccione sorridente sui social e con la coscienza a posto dopo aver santificato il dì di festa ma… sempre più fragile, sempre più povera, sempre più vulnerabile, sempre più controllata. Mentre si beava specchiandosi sui social a caccia di like e followers, la politica in modo lento e sistematico ha tolto diritti e la precarietà è diventata normalità, la libertà è diventata un optional visto che i pc conoscono i nostri gusti, memorizzano i nostri spostamenti e, quando non sono loro a violare la nostra privacy, le piazze virtuali sono il luogo dove mettere in mostra di noi stessi tutto, il divario e il disagio sociale sono aumentati, la Natura violentata violenta a sua volta territori devastandoli in poche ore, e che dire dell’altra vittima illustre che è la Cultura?
Il un mondo di tuttologi egocentrici si alza il canto degli Altare Thotemico a evocare un risveglio delle coscienze. La band nella sua line-up è rinnovata, ma ha trovato la perfetta sintesi tra quelle che sono le diverse esperienze musicali dei singoli musicisti. Altri elementi da evidenziare sono la voglia di sperimentare della band che, infatti, propone un prog rock assolutamente originale, e la bella voce della pianista Marika Pontegavelli che fa da contraltare a quella di Gianni Venturi.
Ho avuto l’onore e il privilegio di ascoltare e apprezzare Selfie Ergo Sum con largo anticipo e non posso che consigliarne l’acquisto e aggiungo che alcune poesie, siano esse tali o testi di canzone non fa differenza, andrebbero lette e meditate nelle scuole.
Il disco uscirà giorno 30 settembre per la Ma.Ra.Cash Records e si candida ad essere uno dei più belli di questo tormentato 2020.

Tag:
Gianni Venturi: https://www.facebook.com/gianni.venturi.10
Altare Thotemico https://www.facebook.com/altarethotemico
Ladolfi Editore https://m.facebook.com/ladolfi.editore/
Ma.Ra.Cash Records https://www.facebook.com/MaRaCashRecords

About the author

Fortunato Mannino

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi