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Un magico mondo d’autore: AMELIE

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Scritto da Red

Sarebbe curioso chiederle da dove nasce questo rimando alla famosissima Amelie e al suo magico mondo. Probabilmente Paola Memeo, cantautrice milanese, di quel mondo incantato di giochi e intime confidenze, ha rapito le luci soffuse e quella vena dispettosa di andare incontro alla bontà e alla bellezza. Sarebbe stato più indovinato se questo disco ci portasse per mano nella Francia romantica dei quartieri antichi piuttosto che in un’europa industrializzata di grandi città. Lo sto ascoltando in questi giorni, il nuovo disco di Amelie, “Il Profumo di un’Era”, che si lascia accompagnare dal singolo che porta proprio il suo nome. Un videoclip a farne da cornice che a tratti mi rimanda alle scene folk (per carità di folk non v’è nulla, sia mai detto ciò) di un Bruce Spingsteen seduto a terra nella sua vecchia casa di provincia quando canta Devils & Dust. Ma il paragone lo tengo buono solo per la vecchia casa e l’autore che a piedi nudi dentro vive di poesia personale. E poi il resto è canzone d’autore, quella pop italiana come tante se ci fermiamo a questo tiepido ascolto, ma poi direi come “non molte” se pensiamo alla bella fattura di stampo anglosassone più che americano (come leggo di quanto in quanto). Perché ascoltando Amelie e il suo nuovo disco penso ad una Londra dei quartieri fatti di villette a schiera del vecchio secolo, penso alle scene di Notting Hill, penso ad una dolcissima donna che si confida alla luna appoggiandosi ad un albero gigante che adorna quei viali. Penso all’Europa, penso anche a Berlino in un certo senso, la Berlino industrializzata e modernissima di ultimi ritrovati, penso al progresso che avanza inesorabile e alle solite polemiche dei social piuttosto che ai click facili della vita omologata, quella che ormai è ovunque ed è per moltissimi e verso cui Amelie tira fuori grinta di pop-rock quasi rabbioso come nella splendida canzone dal titolo “Mondobit” – forse il brano più internazionale del disco.
Chiudo la scena e le impressioni, le faccio rifiorire come può rifiorire una città grigia come Milano, la sua città, che diventa dolcissima, una passeggiata figurativa nel canzone che ovviamente ha intitolato “Milano”. E qui siamo davvero nel bel pop italiano che ha fatto scuola. Qui siamo davvero a piedi nudi in casa di Amelie. Prego accomodatevi pure.

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