Sound&Vision

UMMO dal VIVO…e poi tutto il resto.

Annalisa Nicastro

GREGPrimo Maggio. Pescara. Di ritorno al Sinister Noise Club di Roma e poi ancora live in vista.
Primo Maggio con il concerto di Giuliano Palma ma io sono lì su invito della Protosound. Ci sono anche gli UMMO di cui avevo ben bene consumato il loro nuovo disco, incuriosita da tanto bel sound e di passaggio in città. Ho parcheggiato e sono scesa a sentire.
E quanta gente stava cantando a memoria i loro pezzi? E se pensiate che siano amici e parenti vi sbagliate di grosso. Certo, non parliamo di folle oceaniche ma è pur sempre di un bel numero di perfetti sconosciuti.
E non è poco per una realtà nata da qualche mese. E poi il loro staff racconta (e ho verificato) di persone che si tatuano il loro testo preferito sul braccio, piuttosto che gente che realizza disegni, quadri, da colori ai capelli, lacci alle scarpe e in ultimo anche un bel cofanetto in plastica per custodirne il disco. Forse ho fatto bene a parcheggiare. In punta di piedi e sotto la scena pulsante dei benpensanti, si muove senza sosta e non fa prigionieri. Il sound diventa familiare già al primo ascolto, diventa necessario a partire dal secondo. Sono gli UMMO. Band pescarese guidata da Cristiano Romanelli (voce e tastiere) e poi Gregory Coniglio (al basso) e Federico “Bubba” Di Simone (batteria) e, per l’occasione, il nuovo chitarrista Davide Colleluori.

Bubba
Torniamo a Piazza Salotto, torniamo a questo Primo Maggio. Ad aprire il concerto di Giuliano Palma si sono susseguite altre 4 band: le Dianime (energica ed emergente band tutta al femminile – eccezion fatta per il batterista – con qualche buona idea e carte giuste per maturare nel modo migliore); Nuvole Di Rock (cover band dei Modà…e direi di finirla qui sia per i Modà sia per la coverband); Le Stanze Di Federico (altra formazione abruzzese che da diversi anni propone il loro bel pop rock italiano, di quello che mai guasta e che forse sempre avrà la sua parte nello scenario discografico del nostro bel paese); e infine, purtroppo, ancora cover con i Jamiroplay (come sopra non vorrei spendere parole se non nel sottolineare questa volta un cantato davvero sorprendente…ma sempre cover sono!!!). Bravi o no, tutte band vittime inconsapevoli di un suono orrendo per noi spettatori, ma questa è una storia che nessuno può controllare. Forse prima o poi torneranno anche i Fonici ai concerti.
Archiviato tutto questo. Più di tutto resto affascinata dall’energia, dalla visionaria trasgressione e irruenza che gli UMMO hanno vomitato sul palco senza la minima perplessità. Che da più parti, la mia compresa, pensa che del resto quasi non serva parlare. Forse sono esagerata, forse sono vittima di pregiudizi o di un qualche tipo di alienazione indie. E forse non è neanche un caso che le Tv locali, nei loro servizi, abbiano scelto proprio gli UMMO (oltre ovviamente a G.P.) per adornare i loro servizi ai Tg.
È dire che il tutto inizia con un problema tecnico, interminabili quanto amatoriali attimi di silenzio privi di giustificazione. Un saluto alla folla radunata (non meno di 500 persone) e poi via libera, quasi tutti i brani di questo nuovo disco omonimo. Si parte da “Luna” per finire con “UMMO”. Presunzione ed arroganza di uomo vissuto e star planetaria, quella di Romanelli, che però non sfigura ne esagera ma diverte e non si prende troppo sul serio in fin dei conti. Suono deciso, esecuzione matura in un’amalgama che farebbe invidia a tante formazioni che oggi recitano persino l’equilibrio che dovrebbero avere su palco. Ci sanno stare in scena questi UMMO, perchè poi è facile saperci stare su un disco quando puoi fare il famosissimo taglia e cuci. Buona la prima senza diritto di replica. E quando anche una bambina di pochi anni – e non era la cuginetta del cantante ne la nipotina del sindaco – cantava a memoria tutti (e dico tutti) i brani che andavano librandosi nell’aria circostante, io ho pensato di dovermi fermare a far qualche domanda. Forse qualcosa ho perduto per strada.

UMMO LIVE
Lascio Piazza Salotto, iniziava la pioggia per il povero Giuliano Palma che intanto a dirla tutta non esaltava granchè la folla che era diventata il doppio se non il triplo. Concerto finito. Salgo in macchina lasciata ad oziare nell’enorme parcheggio di cemento che guarda perplessa la nuova stazione e accendo la radio dove l’emittente locale – Radio Ketchup – pareva illustrarci la sua classifica personale. Momento di pubblicità rapidissimo. E poi, manco fossi benedetta dai cieli, parte “MALINCONIA” degli UMMO. Sarà questa ennesima congiura del caso che mi ha spinto a scrivere il pezzo. Insolito primo maggio abruzzese. Che poi c’era anche Giuliano Palma al concerto.
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Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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