Dopo qualche anno di assenza, chi scrive, ha deciso di tornare sulle strade di Orvieto per assaporare il calore emanato dalla musica che avvolge il centro storico durante lo svolgimento di Umbria Jazz winter.
Non si rimane mai delusi dal cartellone che anno per anno viene snocciolato durante tutte e giornate del festival.
Ad attendere lo spettatore la solito e collaudata organizzazione che è in grado di gestire qualunque flusso e qualunque imprevisto, una macchina ben rodata. Ma veniamo al cartellone, moltissime le proposte che sicuramente hanno soddisfatto il pubblico che ha riempito le sale preposte per i concerti e il teatro Mancinelli, sempre al completo.
Si apre Umbria Jazz Winter con un trio di artisti che in tutto il mondo ci invidiano. Bollani, Moroni, Rea
Non è necessaria nessuna presentazione per il trio, ognuno di loro ha un curriculum infinto, riconosciuti a livello mondiale e acclamati in ogni angolo di mondo i tre artisti suonano, con nessuna fatica, in tre, in simbiosi. Il tetro Mancinelli risponde pronto a tanta maestria lasciando nell’aria applausi da gran gala.
Sound36 ha già incontrato Emma Smith ed i suoi musicisti; Non possiamo far altro che confermare quanto già espresso in questo meraviglioso articolo che potrete trovare a questo link https://www.sound36.com/emma-smith-quartet-blue-note/
Ed eccoci al vero mattatore di questa trentaduesima edizione di Umbria Jazz Winter:
Fabrizio Bosso e ben tre delle sue formazioni!
La scelta per un ascolto attento e molto ricco di emozioni è caduta sul trio Bosso, Marsico, Minetto “spiritual trio”.
Sonorità gospel e spiritual che rapiscono l’attenzione dello spettatore.
Una delle tre proposte, per chi legge la più emozionante.
Nella bellissima cornice del museo Greco, proprio a fianco del maestoso duomo di Orvieto, le apparizione giornaliere di Enrico Pieranunzi sono il fil rouge di questa edizione di Umbria Jazz winter. Un onore ed un piacere ascoltare la vita musicale del maestro attraverso aneddoti e musica che si sprigiona per incanto appena le mani arrivano sui tasti del pianoforte.
Sono tanti i gruppi e gli artisti che si sono esibiti difficile seguirli tutti ma ogni concerto ha avuto il giusto riconoscimento di pubblico.
Un ringraziamento all’ufficio stampa di Umbria Jazz che ci ha permesso di seguire la kermesse, un ringraziamento a tutti gli artisti, ai lavoratori dello spettacolo, al pubblico che ha affollato le varie sedi preposte per i concerti.















































