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Umbria Jazz ‘18 , Day Four – Massive Attack

Ilaria Lupi
Scritto da Ilaria Lupi

WOR(L)D JAZZ: il temporale accompagna ad Umbria Jazz ‘18 il concerto stile Black Mirror dei Massive Attack

Tramite la nostra rubrica Wor(l)d Jazz vi raccontiamo in tre parole chiave il concerto esplosivo dei Massive Attack all’Arena Santa Giuliana di Perugia, durante una delle edizioni di Umbria Jazz più coinvolgenti di sempre.

T come TRIP POP. Il gruppo, nato a Bristol nel 1987, è considerato inventore del genere trip hop costituitosi unendo sonorità elettroniche con motivi techno, house, dub e pop aggiungendovi alle volte reminiscenze jazz, soul e funk. Collaboratori instancabili di diversi artisti come Sinéad O’Connor, Madonna e molti altri i Massive Attack si presentano con la stessa formazione sul palco di questo tour italiano, composta da Robert “3D” Del Naja, Grantley “Daddy” Marshall, Andrew “Mushroom” Woules, Adrian “Tricky” Thaws e molti altri.

P come PIOGGIA. Ci ha provato la pioggia a persuadere l’incredibile pubblico accorso all’Arena Santa Giuliana per la quarta giornata di Umbria Jazz 2018, che vede ospite gli attesissimi Massive Attack, punta di diamante della stagione.
Armati dell’attrezzatura necessaria e di tantissima passione il pubblico dell’Arena ha aspettato pazientemente che la pioggia finisse, in alcuni casi senza smettere di ballare e continuando a seguire il concerto, in una sorta di trance spirituale. Gli Young Father, il gruppo in apertura, ha permesso agli ascoltatori di iniziare il concerto in grande stile, con una band che verrà poi richiamata sul palco dagli stessi Massive Attack per una potentissima esibizione.

C come CONDIVIDERE. Il concerto inizia in ritardo e sul led scorre la scritta “Ciao qual è lo scopo della vita? Servire il bene” seguito da alcuni riferimenti a partiti politici. La scenografia risulta molto ben costruita, per tutta la durata del live, che passa dal riportare titoli banali di quotidiani famosi e continua mostrando codici binari su epilettici sfondi rossi.
Ad un tratto sul led la scritta share (condividi), accompagnata da suoni potenti e martellanti, che ricorda quanto siamo strettamente e costantemente connessi in un mondo dove lo smartphone diventa, soprattutto dal punto di vista dei social, parte integrante della nostra persona e personalità senza il quale non potremmo vivere. L’atmosfera ricorda quella delle puntate della serie tv Black Mirror, la tecnologia la fa da padrona insieme alla politica, all’informazione e ai messaggi sociali e culturali inviati al pubblico per aiutarlo ad aprire gli occhi. In scaletta pezzi indimenticabili come “Angel”, “Hymn of the big wheel” e “Girl I love you”.
Il concerto si conclude con la frase “SIAMO TUTTI IN QUESTO INSIEME” che riassume l’intero spirito del concerto.

 

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Ilaria Lupi

Ilaria Lupi

“Nasco in radio con un paio di cuffie e un microfono. Morirò ascoltando i Pink Floyd.”

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