Sound&Vision

UMBRIA CHE SPACCA – DAY 1

Ilaria Lupi
Scritto da Ilaria Lupi

Un giorno in compagnia de L’Umbria Che Spacca.

Vola via veloce e leggera la mia giornata all’Umbria Che Spacca, il festival musicale, ormai alla settima edizione, che prende vita nella splendida cornice dei Giardini del Frontone di Perugia dal 5 al 7 luglio. Inizio subito a respirare l’energia che questa manifestazione diffonde nell’aria, ebbene sì perché l’UcS è un festival frenetico, dislocato in vari punti della città, che guida il pubblico in vari luoghi della realtà perugina. Dunque, zaino in spalla e parto subito verso la Galleria Nazionale dell’Umbria per l’evento delle 17 “La Galleria che Spacca”, la formula è la stessa della scorsa edizione: visita guidata tra le varie opere del museo commentata dal personale della galleria accompagnato da vari musicisti e successivamente una performance live. Per questa prima giornata di arte e musica, a guidare il pubblico è il rapper Willie Peyote, dolcemente impacciato tra le imponenti opere iconografiche contenute nella galleria. L’iniziativa risulta sin da subito vincente, i fan radunati all’interno della galleria, probabilmente per strappare una foto o un autografo a Willie, pian piano si lasciano travolgere dal sensuale fascino del museo e per alcuni minuti l’incontro con l’artista passa in secondo piano. Ovviamente giusto il tempo di arrivare alla Sala Podiani, dove il piccolo palco e le poltroncine di velluto blu alimentano l’intima atmosfera creata per l’esibizione live. Willie Peyote annuncia da subito la sua volontà di contatto col pubblico, vuole parlare, ricevere domande, chiacchierare con lo spettatore e la platea, dopo un iniziale momento di imbarazzo, lo accontenta. Una lunga serie di botta e risposta, si parla del nuovo disco work in progress ma anche dell’importanza dell’era del digitale, si sviscera con leggerezza la società odierna fino ad arrivare ad un commento sulle stand up comedy, il tutto accompagnato dall’esecuzione live di due dei pezzi più conosciuti dell’artista “Le chiavi in borsa” e “Io non sono razzista ma…”. L’incontro si conclude con un originale aperitivo all’interno della Galleria ma, ad essere sinceri, preferisco godermi Perugia con tutte le sue pirotecniche luci naturali sorseggiando una birra sulle scalette di Piazza IV novembre. Le birre diventano un paio e mi ritrovo a scendere Corso Cavour in direzione Giardini del Frontone per assistere all’esibizione live degli “I Hate my Village”, il loro sound originale e ibrido accompagna la mia cena a base di torta al testo made in umbria dell’ “Antica Focacceria Umbra”, partner ufficiale di questa edizione del festival. Pian piano scende il buio e verso le 23,30 arriva il momento dei tanto attesi Tre Allegri Ragazzi Morti, Davide Toffolo fa il suo ingresso sul palco accompagnato dalla band e dall’inseparabile pelliccia regalandoci nel corso della serata una nostalgica full immersion tra i pezzi che hanno reso i TARM un gruppo indimenticabile per coloro che hanno vissuto la musica indie italiana degli anni ’90. Il frontone esplode durante l’esecuzione di pezzi come “Alle anime perse”, “Occhi bassi” e “Il mondo prima”.  La serata si conclude, il pubblico non vuole andare via, le luci illuminano i Giardini del Frontone facendo brillare lo striscione appeso sopra il palco “MUSICA, LIBERTA’ E UNA TARTARUGA CHE VOLA”. Io purtroppo devo ripartire ma sono sicura che gli appuntamenti dei giorni successivi con Giorgio Canali, Motta, Umberto Maria Giardini, Gazzelle e molti altri artisti saranno comunque un grande successo, che riunirà tutti gli amanti della musica indipendente. Mia dolce Umbria, che spacchi lo sapevo già, ma ora lo sanno tutti.

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Ilaria Lupi

Ilaria Lupi

“Nasco in radio con un paio di cuffie e un microfono. Morirò ascoltando i Pink Floyd.”

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