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UFO? No, UAP, Please!

Ora gli UFO si chiamano UAP (i fenomeni aerei non identificati, lo ha detto l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama in una intervista in TV. E sono una cosa molto seria

Che poi da vecchio ufista il dubbio mi era venuto molto prima, ma molto molto prima, insomma quando quei signori bianchi mi erano venuti a prendere. Sono venuti tre volte. No, non erano gli U.S.C.A. del Covid. Si d’accordo sono venuti anche quelli, perché l’anno scorso facevano i tamponi a domicilio a quelli come me. No, non erano nemmeno quelli del T.S.O., che poi non ne avevo bisogno, quelli li ha chiamati la vipera della perpetua che mi odia.
Questi in bianco invece venivano dal bosco dietro casa mia. Ma vestiti come gli USCA, bianchi da capo a piedi, solo un po’ più alti tanto è vero che gli ho detto:
USCA??
e loro niente. Allora ho pensato a quelli dell’ospedale psichiatrico e per risparmiarmi di essere portato fuori a forza ho deciso di mostrare buona volontà e gli ho gridato dal terrazzino:
’ ESCO??’
E loro per tutta risposta mi hanno legato a un gancio laser che è venuto in un baleno giù dal cielo e mi si è incollato dietro, scambiando il mio culo per una calamita- e mi han risposto
‘ESCA! ‘
dopo mi han tirato su come un luccio. Su in cielo mi hanno fatto cose che non vi dico, tanto non ci credereste, nessuno in paese ci ha creduto: eppure avevano scanner di ogni tipo, dovunque misuravano la temperatura, strani oggetti ficcati nel naso e in altri orifizi e punture di ogni tipo. Insomma cose che solo un ufista ha mai provato in vita sua. Poi mi hanno rilasciato.
L’unico che mi ascolta è Don Luigi Vega, il parroco del paese. Ho subito anni di discriminazione. Lui invece mi ha accolto in canonica, visto che non avevo più neanche una casa. Mi ha detto una volta ‘ Tu sei meglio di me. Tu parli di cose che almeno hai visto e toccato a gente che non ci crede comunque, io invece gli parlo da una vita di cose che non ho nemmeno visto’ Due anni fa, mentre piangevo disperato che non trovavo più lavoro, non avevo amici e nemmeno soldi, a un tratto Don Vega alzò la mano profetico e mi disse
‘Non c’è più niente da fare, Dio ha acceso la pay tv’
Ora, io sono globalmente considerato matto e scemo, ma ora lui con quella affermazione pareva aver messo la freccia e superato a sinistra. Non me l’ha voluta spiegare, nonostante le mie insistenze, fino a qualche giorno fa.
Don Vega ha tirato fuori un taccuino scritto fitto fitto e mi ha detto che si trattava di una verità inoppugnabile. Aveva le prove. C’erano delle date e dei nomi: premetto che Don Vega è appassionato di film, li cita spesso anche nelle sue prediche, tanto che qualcuno lo ha soprannominato Don Cinema.
‘Guarda qua’, mi fa ‘roba da perderci il sonno’.
Soylent Green: film girato nel 1973 ambientato nel 2022. Anticipa sovrappopolamento, eutanasia e effetto serra. Ci ha preso in pieno su tutto
Blade Runner: fatto 1982, ambientato nel 2019. Anticipa inquinamento, situazione disastrata delle periferie delle grandi città.
Contagion: del 2011 sulla pandemia di nove anni dopo, con partenza dall’Asia. Beccato
‘Vedi, anche la forbice temporale si riduce. È incredibile‘
‘Che vuol dire, non capisco’
‘Semplice, Dio si è definitivamente rotto le scatole di noi. Ha avuto una specie di crisi, un esaurimento. E si è messo a studiare i nostri film. Ed è lì che gli è venuta l’ideona’
‘Quale idea?’ ho chiesto sempre più incuriosito
’Di farcela pagare con la nostra stessa moneta. Selezionare i film di disastri migliori, quelli più riusciti e popolari, metterli in scena a modo suo e farceli vivere davvero. Saremo, siamo già, tutte comparse scritturate. L’Armageddon, insomma, sarà gestito come un Kolossal alla Ben Hur . Tieni conto che poi a lui gli effetti speciali non costano nulla.’ mi rispose facendomi l’occhiolino. ’La fortuna è che ha poco tempo e molto da fare, così ne vede pochi per volta’.
‘E perché sarebbe una fortuna’ mi sono azzardato a domandare
‘Perché quando guarderà Deep impact o Indipendence day saranno grandi cazzi’ ha risposto Don Vega guardando con gravità l’orizzonte. Ultimamente Don Vega non parla come un prete. Da tempo non agiva già come un prete. Però si veste ancora come un prete. Spero per lui che l’abito faccia ancora il monaco. Ma torniamo al punto. Ho pensato un po’ su a quel che mi aveva detto Non sono un gran conoscitore di pellicole, lo ammetto. Poi ho detto
‘Ci sarebbe sempre la possibilità che gli piacesse di più Contact’
‘Mm, speriamolo. Dipende dal tipo di UAP’
UAP (Unidentified Aerial Phenomenon), il nuovo termine per UFO. Termine che odio perché io mi sento ufista, non mi va di diventare all’improvviso uno uappista. Ma va di moda. Del resto lo ha appena detto l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama in una intervista avvenuta due sere fa durante una puntata di un programma televisivo in America. Ha detto che ora gli UFO ora sono una cosa seria e si chiamano UAP, l’avrete letto tutti sui giornali nei giorni scorsi, e che «ciò che è vero è che ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano. Non possiamo spiegare come si muovono, le loro traiettorie. Non si muovono con un schema facilmente spiegabile.».
Obama ha usato quasi le stesse parole che il finto Clinton pronuncia in Contact quando commenta il primo contatto con gli alieni: (If this discovery is confirmed, it will surely be one of the most stunning insights into our universe that science has ever uncovered. Its implications are as far-reaching and awe-inspiring as can be imagined. Even as it promises answers to some of our oldest questions, it poses still others even more fundamental). Fateci caso, tutto questo è impressionante per un vecchio ufista come me.
Comunque ho quasi le lacrime agli occhi, è una vera soddisfazione per me, dopo una vita da incompreso, che adesso I capi di stato si occupino finalmente di questi che sono i veri problemi dell’umanità. Pensateci, se domani Biden dichiarasse che sta per desegretare prove inconfutabili sui fantasmi e che da quel momento in poi, per prenderli davvero sul serio, dovrete chiamarli EEDE, Esseri Ectoplasmatici Diversamente Esistenti.
Pensateci. Pare ci siano stati UAP dappertutto. UAP anfibi che entrano nell’acqua dal cielo, UAP spioni che seguono aerei, UAP curiosi che sorvolano le città nel bel mezzo del giorno, UAP coglioni che si schiantano nel deserto. Come le microplastiche, sono ormai dappertutto. Tra poco potrebbero perfino sfilare in strada per essere legalmente riconosciuti e ammessi al fondo pensioni, visto che devono sicuramente esserci alieni anziani. Non mi piace. Ricorda la fine di quel racconto di Flaiano, la gente finirà per assuefarsi anche a questo.
Rivoglio i miei UFO portoghesi di una volta, quelli che venivano di notte, discreti, educati, non esibizionisti che facevano le loro cose, si portavano via quel che gli serviva con stile e non lasciavano tracce. Quelli insomma che per la mia generazione erano sinonimo di un’altra bella sigla ormai un po’ desueta ovvero A.U.F., ad usum fabricae, da cui tradizionalmente viene fatto derivare il modo di dire “a ufo”, “a sbafo”,…insomma “senza pagare”. Io rivoglio quegli UFO a ufo che andavano e venivano e non pagavano mai il conto.
‘Prova a dire chi è che gestice gli UAP?’ mi fa tutto saputo Don Vega, riportandomi bruscamente alla dura realtà.
Non gli rispondo nemmeno, tanto so che me lo dirà lui.
‘È sempre Lui, no?’
‘Lui chi?’
‘Lui, Dio! E che Diamine!’
‘E che fa, li guida Lui o li telecomanda?’
Don Vega si agita increspando il suo vasto pancione che a volte mi fa pensare che abbia un UAP dentro lo stomaco. ‘Ti ho detto che si è stufato di noi, no? E allora che ha fatto? Semplice. Ha preso in gestione un altro pianeta per ricominciare tutto da capo. Noi siamo irrecuperabili ormai’
Questa cosa che i pianeti si possano prendere in gestione come i ristoranti mi lascia perplesso, Ma Don Vega è un uomo di enorme cultura e molto ben informato, con contatti ad alto livello insomma, e quindi non discuto. Ha dedicato la sua vita allo studio eccetto quel breve periodo in clinica, durante il quale però ha sempre detto di aver avuto le sue più feconde illuminazioni.
‘E allora ecco spiegati gli UAP. Quando quelli dell’altro pianeta stanno per fare qualche cazzata, lui organizza uno UAP. Li porta qui e quelli si rendono conto di tutte le porcate che stiamo facendo, poi Lui li redarguisce‘
“non vorrete mica fare come questi qua?-gli dice- e loro si ravvedono. Questo spiega tutto, anche perché poi spariscono: appena si rendono conto di quello che facciamo qui, cominciano ad urlare e se li portano via’
‘Insomma, gli UAP sarebbero come gli scuolabus dei viaggi di istruzione”
Don Vega ha confermato solennemente con la testa. Ma te lo immagini? Tutta l’umanità ad arrabattarsi coi problemi di tutti i giorni, dalle guerre all’economia, tutti là s a studiare e a porsi domande filosofiche quando bastava conoscere queste poche cose per capire tutto.
‘Don Vega, ma allora quando finirà il mondo?’
Lui si stringe nelle spalle. ‘Appena saranno finiti i film. O i viaggi degli alieni. Entrambi, forse ‘
Bene, penso, tutto sommato. Guardo il cielo con rinnovata fiducia e mi accendo una sigaretta. Anche Don Vega viene a guardare il cielo con me. Finché come Umanità continueremo a fare cazzate, costituiremo un insostituibile, utile esempio per tutti.
E soprattutto, finché ci sono UFO (o UAP) c’è speranza.

Racconto di Massimiliano Bellavista
Illustrazione di eineBerlinerin

About the author

Massimiliano Bellavista

È stato detto di Massimiliano Bellavista, ingegnere, scrittore blogger e docente universitario, che cerchi sempre nelle parole proprie altrui la tana del Bianconiglio. Nella tana spera di trovare un punto di vista particolare o anche solo qualcosa di speciale che nessuno ha colto prima. A volte ci riesce, a volte si accontenta di qualche gioco di prestigio. Se non proprio il Bianconiglio dalla tana, almeno sarà capace di tirarne fuori uno dal suo cilindro.
Si ritrova molto bene nella parola ‘Quatsch’ ma solo se significa ‘caos’, un caos nobile, perché crede molto nelle zone grigie, di confine, dove ad esempio i confini tra musica e parola si attenuano fino a sparire.

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