Sound&Vision

Udin&Jazz

Erminio Garotta
Scritto da Erminio Garotta

Un festival jazz che ormai ha tagliato il traguardo dei 28 anni.
Un inizio in grande stile, quello di Udine (la rassegna ha già fatto tappa in altre località della zona ndr.), la Udin&Jazz big band ha suonato sotto la loggia del Lionello che ha incorniciato un ensemble di musicisti residenti che alimentano la passione per la musica con il progetto Sounds Across Boundaries Reload che ha come obiettivo quello di proporre composizioni che hanno una base di canto o musica popolare. Li abbiamo ascoltati con attenzione e abbiamo colto una vera e propria passione per la musica che riescono a trasmettere attraverso i loro strumenti e i loro arrangiamenti.

La giornata (2 luglio 2018 ndr.) prosegue con l’esibizione del new trio di Dario Carnovale. Al pianoforte Carnovale esprime tutta la sua anima musicale con arrangiamenti anche di standard ben conosciuti. La ritmica è affidata al contrabbasso di Simone Serafini e al batterista austriaco Klemens Marktl.
Abbiamo anche il piacere di ascoltare brani di Carnovale e Marktl. Ci sono piaciuti, la loro tendenza verso il jazz contemporaneo li rende accattivanti e molto gradevoli all’ascolto.

A fine serata un trio, ma che trio! Dave Holland al contrabbasso, Zakir Hussain alla tabla, e Chris Potter al sasssofono. Descritti così, per chi non gravita o almeno conosce l’universo della musica jazz potrebbero sembrare i soliti tre “esteri” che vengono a propinarci il loro sapere jazzistico, ma Dave Holland, 62 anni, quando lo si guarda suonare, (già guarda…) sembra che debba far esplodere le corde del suo contrabbasso con una velocità e precisione di esecuzione incredibile e se si riescono a staccare gli occhi dalle sue mani che volano sulle corde si ascolta un ritmo incredibile, con soli che strappano applausi ancora prima di finire!
Zakir Hussain maestro della tabla (un tamburo di origine indo pakistana con cassa di legno o terracotta con una pella tesa sullo strumento con legacci) accompagna con maestria le evoluzioni dei suoi compagni di palco. Ed infine Chris Potter, sassofonista, clarinettista, compositore, arrangiatore, insomma un guru. Un trio esplosivo che ha riempito il Palamostre di Udine.

Un plauso agli organizzatori che sono riusciti a lasciare l’ingresso gratuito per tutti gli eventi della giornata dando così la possibilità a chiunque di poter avvicinare questa musica che molti, ancora, faticano ad ascoltare.
Un ringraziamento speciale al direttore artistico del festival Giancarlo Velliscig, all’ufficio stampa del festival nella persona di Marina Tuni, e ad Euritmica.
Vogliamo ringraziare Marina per l’organizzazione e per la grande disponibilità verso chi, come SOund36, vuole trasmettere valori culturali ed anche per la graditissima accoglienza che ci ha riservato.

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