Soundcheck

Tusk – False EP

opera prima della britannica Tusk, cantante dalla voce duttile e carezzevole

E’ uscito da pochissimi giorni il disco d’esordio di sicuro interesse “False EP”, titolo dell’opera prima della britannica Tusk, cantante dalla voce duttile e carezzevole che ancor prima di creare notevoli aspettative intorno al proprio debutto discografico pare aver spopolato sulla rete.
Colpisce innanzitutto, di questo EP (quattro brani – si veda la tracklist – per circa quindici minuti di ascolto) l’utilizzo intelligente del suono sintetico, il che dimostra che l’elettronica non sempre e non necessariamente conferisce caratteri di algidità e di assenza di sentimento alla musica. Certo, molto si deve al canto di questa ottima professionista della voce, se il disco che qui recensiamo appare intimo, suadente e confortante anzichè freddo e impersonale.
La voce e la musica di Tusk, peraltro, pur inserendosi in un contesto sonoro abbastanza originale, sembrano denotare influenze nobili quanto variegate: quella derivante da certe songwriters attive soprattutto nei passati decenni ci sembra la meno evidente, alla luce dei fatti, ma i brani appaiono troppo ben curati e strutturati da lasciar immaginare, da parte dell’artista inglese, ascolti prolungati di alcuni modelli indimenticabili. Incuriosisce, poi, la palese (forse non voluta) vicinanza a due diversi modelli canori chiaramente individuabili in almeno due delle canzoni: uno soul-jazz (Sade Adu?) nel primo brano dell’EP, l’altro, nel secondo, folk rock di matrice americana (Stevie Nicks?).
I quattro brani: For You presenta atmosfere rarefatte e liquide cui si aggiungono sonorità minimali e sognanti; pochi accordi di pianoforte bastano per creare emozioni intensissime; False si caratterizza per una intro quasi in sordina e una intonazione vocale quasi da preghiera. I versi ripetuti all’inizio diventano man mano canzone dal ritmo sostenuto, mentre nel sottofondo alcune dissonanze elettroniche contribuiscono a dare una connotazione ‘sintetica’ al brano. Ci è parso di cogliere, nel pezzo, suggestioni Fleetwood Mac; Ivy: pare calata in una dimensione eterea, questa dolcissima canzone che presenta venature british folk piuttosto evidenti; Torn: è l’ultimo brano, quello dove più si avvertono il ‘peso’ dell’elettronica e degli effetti prodotti in studio di registrazione.

Tracklist:
For You
False
Ivy
Torn

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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