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TORNA A SOVERATO IRA FESTIVAL. DAL 18 AL 21 GIUGNO LA SECONDA EDIZIONE

Scritto da Roberta Cricelli

 

Per quattro giorni Soverato (CZ) si lascia attraversare da corpi, visioni e pratiche artistiche provenienti da geografie diverse. Dal 18 al 21 giugno 2026 torna IRA Festival, appuntamento dedicato alla danza contemporanea, al teatro e alle arti performative che rinnova il dialogo tra ricerca, creazione e comunità. Un tempo condiviso che trasforma il litorale calabrese in una costellazione di incontri, esperienze e sguardi. Teatri, cortili, corridoi, campi da basket, sale parrocchiali e una stanza d’albergo accolgono opere, processi creativi e percorsi di ricerca, componendo una mappa diffusa che si intreccia alla vita quotidiana della città. Ogni ambiente conserva la propria storia e si apre a nuove possibilità di ascolto e di presenza.

IRA conferma la propria vocazione internazionale e la capacità di generare connessioni tra artisti, operatori culturali e pubblico. Le opere prendono forma davanti agli spettatori, i processi si rendono visibili, la creazione diventa esperienza condivisa.

Il programma si sviluppa attraverso gli Open Studios, dedicati alle residenze artistiche, e una selezione di spettacoli provenienti dalla scena nazionale e internazionale. Due traiettorie che si incontrano e si alimentano reciprocamente, restituendo al pubblico l’intero percorso dell’opera, dalla sua nascita alla presentazione finale.

SOVERATO, UN PAESAGGIO DA ABITARE

Soverato accoglie il festival come una materia viva.

Le architetture del quotidiano entrano nel racconto artistico e assumono nuove risonanze. Un corridoio diventa attraversamento, un cortile raccoglie presenze, una palestra custodisce una visione, una stanza invita alla prossimità e all’ascolto.

Da questa relazione con il territorio prende forma l’identità di IRA. Un progetto che cresce insieme alla città e che trova nella dimensione diffusa una delle sue caratteristiche più riconoscibili.

Come ricordano i co-direttori Pietro Monteverdi e Settimio Pisano, il festival nasce dal desiderio di ampliare gli orizzonti della proposta contemporanea in Calabria e nel Meridione, creando occasioni di incontro, confronto e crescita condivisa.

Soverato diventa così uno spazio di attraversamento culturale, capace di accogliere esperienze differenti e di generare nuove prospettive.

UN ECOSISTEMA IN MOVIMENTO

IRA, International Institute for Performing Arts, prende il nome dalla prima parola dell’Iliade. Una parola che contiene energia, trasformazione e slancio.

L’istituto ideato da Settimio Pisano e diretto da Pietro Monteverdi costruisce il proprio percorso attraverso una struttura aperta, cooperativa e multidisciplinare, in cui creazione, confronto professionale e partecipazione pubblica convivono all’interno di un unico processo.

Le residenze sostengono il lavoro degli artisti offrendo tempo, strumenti e occasioni di restituzione. La piattaforma professionale mette in dialogo direttori artistici, curatori e produttori provenienti da diversi paesi. Il festival consegna queste esperienze alla comunità attraverso spettacoli, incontri e momenti di condivisione.

Un ecosistema in continuo movimento, alimentato dalla circolazione delle idee, dalla costruzione di legami e dalla possibilità di immaginare percorsi comuni.

IRA, UNA RETE CHE ATTRAVERSA I CONFINI

L’edizione 2026 conferma l’ampiezza del respiro internazionale del progetto.

Partnership, coproduzioni e residenze disegnano una rete che collega Soverato a istituzioni, festival e artisti provenienti da contesti differenti, favorendo la circolazione delle opere e la condivisione delle pratiche.

Al centro resta la costruzione di una comunità artistica aperta, fondata sullo scambio, sulla collaborazione e sulla crescita reciproca.

Per quattro giorni questa visione prende forma nei luoghi della città.

Tra il mare e le architetture quotidiane, tra la ricerca e la scena, tra la dimensione intima dell’incontro e quella collettiva della partecipazione.

Una presenza che lascia tracce, apre prospettive e invita a guardare il territorio attraverso nuove possibilità di racconto.    

IL PROGRAMMA

GIOVEDÌ 18 GIUGNO

Il mare accompagna l’inizio del festival.

Alle 19:30, al Teatro sul Mare, Piergiorgio Milano presenta Fortuna. Naufragio all’inverso, una creazione in cui danza e circo contemporaneo si incontrano lungo una traiettoria che procede controcorrente. Una struttura autoportante si fa imbarcazione nel cuore della tempesta. Due figure emergono dagli abissi e risalgono verso la superficie, ripercorrendo a ritroso il tempo di un naufragio. La musica dal vivo accompagna questo viaggio capovolto, sospeso tra memoria, vertigine e desiderio di approdo. Formatosi tra Italia, Belgio e Francia, Milano ha collaborato con James Thierrée, Sidi Larbi Cherkaoui e David Zambrano; dal 2024 è artista associato di Orbita|Spellbound.

Alle 21:30, al Teatro Comunale, Amazzoni di Silvia Gribaudi porta sulla scena figure che attraversano i secoli senza perdere forza. Ippolita, Pentesilea, Antiope e le altre tornano ad abitare il presente attraverso cinque performer impegnate in un allenamento alla libertà. Il corpo diventa luogo di resistenza, energia condivisa, possibilità di trasformazione. Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e di Le Gymnase CDCN di Roubaix, con musiche di Matteo Franceschini. Gribaudi, artista associata del Teatro Stabile di Torino per il triennio 2025-2027, è una delle personalità più autorevoli della scena coreografica europea.

VENERDÌ 19 GIUGNO

Il pomeriggio appartiene alle opere in divenire, ai processi che si aprono allo sguardo del pubblico.

Alle 16:30, nella Sala Don Pilla del Don Bosco, Matteo Sedda presenta The Perfect Moment. L’universo fotografico di Robert Mapplethorpe diventa punto di partenza per una riflessione sul desiderio, sul potere dello sguardo e sulla fragilità della condizione umana. Coreografo sardo residente a Bruxelles, Sedda intreccia esperienza personale e memoria collettiva in una ricerca segnata dalla convivenza con l’HIV.

Alle 17:15, nel Corridoio Vetrato del Don Bosco, Nicola Galli presenta DILUVIO. Liberamente ispirato a Il Signore delle Mosche di William Golding, il progetto convoca sonorità techno, trance e alternative rock in un paesaggio che ricorda una festa all’ultimo giorno del mondo. Luci, corpi e suono generano un ambiente immersivo in continua trasformazione. Produzione TIR Danza / Orbita|Spellbound, coproduzione MilanOltre.

Alle 18:00, presso il Teatro dell’Istituto Maria Ausiliatrice, Gianmaria Borzillo e corpoceleste_C.C.oo# presentano E la bella stanza è vuota. Nato dall’ascolto di Diamond Jubilee di Cindy Lee, il lavoro intreccia fotografia, memoria e relazione attraverso quattro performer attraversati da un costante processo di mutazione. Borzillo è diplomato alla Paolo Grassi di Milano e ha ricevuto la Menzione Speciale al bando registi Under 30 della Biennale di Venezia.

La sera accoglie due debutti.

Alle 19:30, nel Cortile con Pedana del Don Bosco, Giorgia Lolli presenta in anteprima Body Sweats (for Elsa). Un omaggio alla Baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven, figura irregolare e pionieristica del Dadaismo. Danza, lettura, allenamento fisico e lecture performance convivono in una riflessione sul sudore come traccia del corpo, punto d’incontro tra piacere e fatica. Lolli ha conseguito un Master in Coreografia presso Helsinki Uniarts ed è tra le menzioni Aerowaves 2026.

Alle 21:30, al Teatro Comunale, debutta in prima nazionale Focu Meu di Benjamin Kahn. In dialetto calabrese significa “il fuoco”, “il bruciore nel petto”. Una combustione interiore che attraversa il gruppo e ne plasma i movimenti. Il primo lavoro corale del coreografo belga di origine franco-canadese mette in dialogo individualità e appartenenza, voce singola e coralità. Coproduzione Charleroi Danse, Les Brigittines, Le Carreau du Temple, Atelier de Paris/CDCN e IRA Institute.

SABATO 20 GIUGNO

La giornata si dispiega attorno a una presenza silenziosa e prolungata.

Dalle 16:00, ogni trenta minuti, all’Hotel San Domenico, Gaetano Palermo e Michele Petrosino presentano in prima assoluta Stanza (Soverato). Per otto ore un performer abita una camera a occhi chiusi, sospeso tra sonno e abbandono. Gli spettatori entrano uno alla volta. L’incontro avviene in una dimensione raccolta, fragile, attraversata da tensioni tra intimità e esposizione, protezione e vulnerabilità. Il progetto nasce all’interno del network blOOm con Santarcangelo Festival, Triennale Milano Teatro, Fondazione Armunia, IRA Festival e Sardegna Teatro. La performance sarà presentata anche domenica 21 giugno.

Gli Open Studios proseguono nel pomeriggio.

Alle 16:30, al Teatro del Grillo, Parini Secondo presenta MALIA – studio sull’incanto. Trance music e black metal, suggestioni esoteriche e immaginari digitali convivono in una ricerca ipnotica che interroga i meccanismi della fascinazione. La compagnia è artista associata del Piccolo Teatro di Milano.

Alle 17:15, nel Campo da Basket del Don Bosco, Davide Tagliavini presenta Special K, progetto sviluppato in collaborazione con Piemonte dal Vivo.

Alle 18:00, nella Sala Don Pilla del Don Bosco, Silvia Viviani presenta Daughter of the Factory. Una riflessione sul corpo come luogo di produzione e memoria sociale. La ricerca osserva le tracce che il sistema-fabbrica lascia nei gesti, nei pensieri e nelle modalità di abitare il mondo. Produzione Gledališče Glej di Lubiana. Residenza realizzata grazie al sostegno del bando europeo EFFEA Discovery.

Alle 19:30, al Teatro sul Mare, Jacopo Jenna presenta MANIFESTUS. Nel termine latino convivono le parole manifestus e manus, il gesto che rende visibile. Tre interpreti attraversano i codici della street dance — tutting, popping, waving, voguing e flexing — dando vita a una partitura fisica in continua metamorfosi. Produzione KLm.

Alle 21:30, al Teatro del Grillo, arriva in prima italiana Under Control di Luka Piletič. Una figura tenta ostinatamente di mantenere ogni cosa entro limiti precisi. Le email ricevono risposta puntuale, la doccia è fredda, la disciplina quotidiana sembra inattaccabile. Progressivamente emergono incrinature, paradossi e fallimenti. Tra comicità e inquietudine prende forma il ritratto di un clown che non riesce a far ridere e di un performer incapace di essere serio. Produzione Via Negativa / Moment (Slovenia).

DOMENICA 21 GIUGNO

L’ultima giornata raccoglie gli ultimi attraversamenti del festival.

Dalle 16:00 torna Stanza (Soverato) di Gaetano Palermo e Michele Petrosino all’Hotel San Domenico.

Alle 16:30, nella palestra dell’Istituto Maria Ausiliatrice, María Catalina Jorquera e Proyecto Nuclio presentano Chucao: Sensitive Interface Biome. Due performer abitano un ecosistema sonoro costruito a partire dal canto del Chucao, uccello endemico delle foreste australi cilene. Corpo e musica generativa si influenzano reciprocamente in tempo reale, mantenendo aperto un dialogo con il vivente che attraversa distanza e geografia.

Alle 17:15, nel Campo da Basket del Don Bosco, Casagrande // Giorgini presentano Vorreië ca scisse la lunë (vorrei che uscisse la luna). Nato da una ricerca sui canti di coltura abruzzesi, il progetto prende avvio da una sola voce che progressivamente si moltiplica, costruendo una tessitura corale immersiva accompagnata dalla musica dal vivo. Vincitore del bando Nuovo Grand Tour 2025 (MiC/MAECI).

Alle 18:00, nella Sala Don Pilla del Don Bosco, Virginia Spallarossa presenta NU, in collaborazione con Piemonte dal Vivo.

La sera conclusiva si affida a due nuove produzioni.

Alle 19:30, nel Cortile con Pedana del Don Bosco, debutta in prima assoluta Nico. Desertshore di Giovanfrancesco Giannini / Körper. Un concerto di danza site specific ideato per IRA Festival e ispirato alla musica e all’universo di Nico (Christa Päffgen). Le tracce dell’album Desertshore compongono una partitura attraversata da due figure che condividono lo stesso spazio senza raggiungersi mai, immerse in una dimensione di sospensione, memoria e solitudine. Produzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza.

Alle 21:30, al Teatro Comunale, va in scena in prima europea Todo lo que me falta, Todo lo que me falta di Juan Pablo Galimberti. Un uomo si tatua sul corpo l’immagine della persona amata e comincia lentamente a desiderare di diventare lei. L’amore agisce come una forza capace di riscrivere identità e sembianze, incidendo sulla pelle una trasformazione profonda. Drammaturgia e interpretazione di Pablo Dos Reis, musiche originali di Valentino Sampaoli, regia e scene di Juan Pablo Galimberti. Premio Teatro del Mundo 2024 per la drammaturgia.

 

 

 

QUI IL SITO WEB DEDICATO: https://irafestival.it/
QUI IL CALENDARIO DEGLI EVENTI: https://irafestival.it/programma/

 

Si ringrazia l’ufficio stampa: Anna Trapasso

About the author

Roberta Cricelli

Nata a Catanzaro. Classe 1995. Si diploma al Liceo delle Scienze Umane “E. Fermi” di Catanzaro. Si laurea in Sociologia all’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo all’Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista scrive per: la redazione catanzarese de “Il Quotidiano del Sud” , il mensile “Catanzaro City Magazine”, cura la rubrica “Riflessioni allo specchio per “Catanzaro Informa” ed alcuni sui articoli scientifico- divulgativi sono presenti su “Sociologicamente.it”, collabora con l’associazione culturale “ Calabria Contatto”, cura insieme alla poetessa Doris Bellomusto dei contributi per il blog di Radio Ciak e si diletta tra pensieri in versi e in prosa.
Nel 2014 vince una Borsa di studio nell’ambito dell’iniziativa “Pace e Dialogo con le Nuove Generazioni” promossa dal Rotary Club Distretto 2100 per il saggio “L’eterna esigenza dell’uomo”. Nel 2018 è tra i poeti selezionati nell’ ambito della VII edizione del premio “Alda Merini” promosso dall’ Accademia dei Bronzi di Catanzaro per far parte dell’antologia “Versi per Alda” con la poesia “Fenice”. Ad Aprile 2019- Si classifica al PRIMO POSTO al concorso “Calabria in Versi 2019” indetto da “Calabria Contatto” con la poesia “Radices” contenuta nel booklet omonimo del concorso insieme al componimento “Gea- Madre Terra” ed entra a far parte della giuria di qualità delle successive edizioni nella sezione Poesia e del team associativo. A luglio 2019- Il componimento “Intensa- Mente” è tra le opere selezionate nella I edizione del concorso Nazionale di Poesia "Dantebus”. A settembre 2019- Il componimento “marzo” viene inserito nel Calendario 2020 de “L'Albero di Kery ONLUS” nell’ambito del primo concorso di poesia “Rime tra gli alberi” dalla stessa indetto. A giugno 2020- Il componimento “Risacca” è tra le opere selezionate come finalista web nell’ambito del contest “I corpi e i luoghi” indetto dall’ “Accademia Mondiale della Poesia” A luglio 2021- Si classifica al TERZO POSTO alla I edizione “Premio Nazionale di Poesia La Masnada” sezione poesia inedita. Da agosto 2021-Redige recensioni su volumi a tema calabro o di autori calabri per la rubrica “Calabria Libri” sulla piattaforma calabriacontatto.it. A novembre 2021- Cura la prefazione della silloge “In 7 parole” di Italo Cirene (VJ Edizioni). A dicembre 2021 Il componimento “L’acrobata” è pubblicato nel volume “Avvocati. Ritratti di una professione” di Gianluca Bellacoscia (YoucanPrint). A Maggio 2022- ll componimento “a(Essenza)” è selezionato per la pubblicazione all’interno della collana di autori vari “Libro Verde (IVVI Editore).

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