La soffitta

Ton Vlasman – White Rooms With Disintegrating Walls

Fortunato Mannino

Che la musica anni ’70 sia ricca di tesori nascosti lo sappiamo! oggi la nostra macchina del tempo ci porta nel 1970 e precisamente in Olanda. La Flame Records di Amsterdam ha appena pubblicato uno degli album più interessanti di quel periodo: White Rooms With Disintegrating Walls di Ton Vlasman.

Che la musica anni ’70 sia ricca di tesori nascosti lo sappiamo! La domanda, forse un po’ retorica, che ci poniamo è come sia potuto accadere che LP così belli siano passati quasi inosservati per poi, una volta andati fuori catalogo, diventare oggetto di culto per i collezionisti di tutto il mondo. La cosa importante per noi non è tanto dare una risposta ad una domanda retorica, ma riproporre questi capolavori alla luce di un meticoloso lavoro di ricerca fatto da case discografiche illuminate! È per questa ragione che oggi la nostra macchina del tempo ci porta nel 1970 e precisamente in Olanda. La Flame Records di Amsterdam ha appena pubblicato uno degli album più interessanti di quel periodo: White Rooms With Disintegrating Walls di Ton Vlasman.
Ton Vlasman, accompagnato da Frans Schoonen e Leo Van Vugt, regala un album intenso e intimistico in cui confluiscono gli umori musicali dell’epoca: la psichedelia dei Pink Floyd, il nascente rock tedesco, la figura maestosa di Dylan, la potenza sonora dei Velvet Undergrount, il fascino misterioso della musica orientale. Questi elementi costituisco solo la base culturale perché se è vero che se ne possono cogliere spunti è vero anche che la loro rilettura ci regala un album originale e ben strutturato. La voce di Ton ricorda moltissimo quella di Dylan e il paragone, ascoltando le ballad, è inevitabile come inevitabile è il riconoscergli una sensibilità compositiva notevole. Una sensibilità che, come ha dichiarato lo stesso autore, gli deriva dal fatto di aver vissuto i primi 14 anni della sua vita in un orfanotrofio. Un bambino che ha avuto necessità di diventare subito uomo per poter sopravvivere in una società difficile. Leggendo i testi delle canzoni è possibile cogliere sia il dramma di questa esperienza sia il lato più romantico dell’autore. Particolarmente bella è la rilettura Pale Blue Eyes dei Velvet Underground. Il brano perde il carattere romantico che gli avevano conferito i Velvet per trasformarsi in una triste ballata urbana. Completano l’album due lunghe suite elettroacustiche.
Il disco, nonostante l’alta qualità musicale, vendette pochissimo e in seguito fu addirittura svenduto e ciò segnò, inevitabilmente, la vita artistica di Ton Vlasman. Abbandonò, purtroppo, il mondo della musica ma il tempo gli ha dato ragione! Infatti già negli ’80 White Rooms With Disintegrating Walls era un pezzo di culto per i collezionisti di tutto il mondo grazie anche alla bellezza della coloratissima copertina e del poster interno a firma Leendert Le Duc. Riapprezziamo oggi questo LP, in tutta la sua bellezza sonora e grafica, grazie alla WAH WAH Records che, usufruendo dell’aiuto dei componenti della band e dell’utilizzo dei nastri originali, ne ha curato la ristampa ufficiale. La tiratura limitata a 500 copie è pressoché identica all’originale.
Un’occasione, dunque, da non perdere visto che le edizioni ancora saled (sigillate e non di seconda mano) non sono molte e hanno prezzi decisamente accessibili… se poi siete dei collezionisti… Beh! Io ho poco da dirvi…

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