Autostima o Vanità? Il titolo scelto dal più grande artista pop italiano degli ultimi quattro lustri per il suo nuovo album è senza dubbio spiazzante. Nelle numerose interviste fatte da Tiziano (che noi originari di Latina consideriamo un po’ il nostro orgoglio cittadino) è del tutto chiaro che con Sono un Grande la sua intenzione non era affatto quella di sbattere in faccia a tutti i propri successi discografici ma, al contrario, rappresenta una sorta di mantra da ripetersi per farsi coraggio nei momenti in cui la fiducia in se stessi viene a mancare. Un suggerimento quindi anche a tutti quei fan che tendono a non valorizzare quello che di buono hanno fatto.
11 brani nuovi di zecca (12 nella versione cd o vinile) con i quali Ferro si apre come ha sempre fatto, raccontando senza filtri la propria vita, il proprio vissuto e senza lesinare né dettagli né appellativi a chi lo ha fatto soffrire.
Il singolo che ha lanciato l’album Cuore Rotto è senza dubbio emblematico di questo suo approccio. Il brano è stato scritto in un albergo, di getto lasciando i propri amici ad aspettarlo per cena. Quando l’ispirazione ti prende non devi abbassare le antenne, se non vuoi perdere il momento propizio per captare quello che ti regala. Racconta di come il suo rapporto con l’ex marito è andato in malora e la frase “Questa è la canzone la più triste che ho scritto” sembra stridere con la musica che le fa da sfondo, che è invece paradossalmente perfetta per la pista da ballo. Il video che lo accompagna, in cui l’artista pontino spacca tutto in una casa con la sua mazza da baseball, come si dice in gergo è tanta roba davvero.
La title track, che apre il disco, è un altro highlight sul quale soffermarsi. La sua voce è stata volutamente mixata per risaltare in tutta la sua bellezza e riesce ad emozionare già al primo ascolto. Un pezzo più suonato ed acustico e, statene certi, rimarrà certamente fra i suoi nuovi classici. All’inizio parte lenta ma piano piano la canone prende ritmo ed energia avvolgendo tutto con il calore delle sue parole, che ancora una volta parlano di un rapporto difficile (“ingoiavamo cemento prima di dormire e per il timore di restare soli non dicevamo una parola”) fatto di silenzi e rimpianti.
Fingo&Spingo musicalmente è il brano che più di tutti rientra nella tradizione di Tiziano, ancora un pezzo ballabile e ancora una volta parole che non lasciano dubbi su quello che un cantante di un certo livello come lui è in qualche modo spinto a subire, anche a livello fisico, per non deludere gli altri. Una vera e propria condanna al sistema discografico che passerebbe sul cadavere dei propri cavalli di razza pur di portarli al traguardo. Milite Ignoto mi piace davvero tanto grazie alla sua melodia a presa rapida così apparentemente semplice, ma in realtà molto originale. Un altro pezzo marcato Ferro al 100%.
Tutti aspettano la ballata piano e voce che in quasi tutti i suoi vecchi lavori ci ha regalato ed ecco che arrivano Ti Sognai, dedicata al rapporto evidentemente non facile con la mamma e Quello che si voleva che presto è arricchita da tappeti elettronici trasformandola totalmente. 1-2-3 è l’episodio che più mi ha ricordato Alla Mia Età – disco che ho amato tanto negli anni 10 – ed è quello dalla musica più trascinante e forse anche più radiofonico.
Sono un Grande è un bellissimo album, molto vario, che abbiamo aspettato a lungo e, devo dire, ne è valsa veramente la pena.

