Recensioni

Three – Layer Cake – Stove top

Scritto da Fortunato Mannino

Un dolce a tre strati in cui punk, free jazz, new music, no wave, doom metal, dub, avant-funk si riconoscono e confondono in scenari musicali, che trasportano l’ascoltatore in inquietanti territori sconosciuti.

Raccontare un album non è mai facile, se si tratta di una produzione della RareNoise Records lo è ancor di più ma, in questo caso, direi che è quasi impossibile. Stove top, questo il titolo, è il frutto di quella che potremmo definire violenza iconoclasta, che abbatte e azzera il concetto di genere musicale. Ciò che resta sono suggestioni, frammenti che, come in una sorta di puzzle, vengono assemblati e riordinati dando vita a paesaggi sonori del tutto nuovi e spiazzanti.
Ho davvero superato quella merda di divisione in generi. Per me, la musica è musica. Parole chiare e che non lasciano dubbi quelle pronunciate dal bassista Mike Watt, personaggio che ha iniziato la sua personale lotta agli stereotipi musicali con i Minutemen, coi fIREHOSE, da solista e ultimamente con Iggy Pop e gli Stooges.
In Stove top lo troviamo per la prima volta in trio con il geniale ed eclettico batterista – percussionista newyorchese Mike Pride e il chitarrista – banjoista, anch’esso newyorchese anch’esso eclettico e geniale, Brandon Seabrook. Quasi inutile, a questo punto, ribadire che si tratti di musicisti di caratura internazionale. Tre storie musicali diverse, ma che hanno in comune la sperimentazione, l’improvvisazione e quello spirito iconoclastico di cui parlavo prima e, forse, non è un caso che il nome di questo progetto sia Three – Layer Cake. Un dolce a tre strati in cui punk, free jazz, new music, no wave, doom metal, dub, avant-funk si riconoscono e confondono in scenari musicali, che trasportano l’ascoltatore in inquietanti territori sconosciuti. Tutto ruota attorno all’amore per la musica inteso come libertà espressiva in un dialogo che non può non tener conto dell’espressività dell’altro.
Un album che stupisce anche perché il dialogo non è avvenuto durante delle session in studio ma, causa emergenza pandemica, a distanza e, come dice il titolo, a strati: prima è stata registrata la batteria, subito dopo il basso e per finire la chitarra. Stove top non è di facile ascolto perché incarna il concetto stesso di avanguardia, ma è carico di fascino come dimostra anche il video di Big Burner.
La RareNoise Records continua a fare centro in un momento storico dove sembra andare tutto al contrario.

 

Ufficio Stampa Pitbellula
RareNoiseRecords
Mike Pride
Brandon Seabrook
Mike Watt

About the author

Fortunato Mannino

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi