Recensioni

The Winstons – Smith

The Winstons mettono al primo posto la pura e semplice passione per suoni di un certo tipo e per il “vero” suonare

Scrissi di loro qualche anno fa, in occasione dell’uscita del loro primo splendido disco, l’omonimo “The Winstons” (AMS, 2016). Oggi, i THE WINSTONS (side project di alcuni membri degli Afterhours portato avanti da Roberto Dell’Era, aka Rob Winstons, voce & basso – Lino Gitto, aka Linnon Winstons, voce, tastiere e batteria – Enrico Gabrielli, aka Enro Winstons, voce, tastiere & sax) rilanciano uscendo con un CD nuovissimo che se è possibile è anche migliore di quello d’esordio.
“SMITH” (è il titolo dell’album) nel convalidare il talento dei musicisti lombardi, costituisce una ulteriore conferma della loro predilezione per le sonorità di un’intera epoca (quella, grossomodo, che va dalla metà degli anni Sessanta alla metà degli anni Settanta).
Canzoni come “Not Dosh For Parking Lot”, “Ghost Town”, “Tamarind Smile/Apple Pie”, “Around The Boat”, ne siamo assolutamente certi, piaceranno molto ai nostalgici dei meravigliosi suoni della “swinging London” quanto a coloro che amano la musica dei nostri giorni.
Dodici canzoni per un totale di poco meno di quaranta minuti di ascolto, “Smith” esce per Sony music e si avvale dei servizi di press agency della Fleisch.
Si diceva delle attitudini dei Winstons per il sound psichedelico britannico di quattro o cinque decenni fa. E’ palpabile la sensazione che la band non cerca l’originalità fine a se stessa; “SMITH”, viceversa, appare più un’operazione che mette al primo posto la pura e semplice passione per suoni di un certo tipo e per il “vero” suonare.
La stessa band si dice convinta che “Questa è un’epoca molto legata al “non suonare”, è un’epoca di ascolto diverso, adesso un ragazzo di 18 anni non si compra una chitarra, ma un computer. Il primo approccio con la musica è computerizzato, terminalizzato. Noi invece facciamo quello che facciamo non per fare “museo”, ma perché abbiamo un Dna che ci porta a fare questo.” Anche questo nuovo album contiene in sé il rock jazz di Canterbury, il progressive rock dei primissimi anni, la psichedelia dei Pink Floyd, venature tardo beat e jazz, i Beatles e anche altro. Non perdetevelo. E’ consigliatissimo.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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