Ma da quant’era che non venivo ad un concerto reggae-ska? Forse da quella volta in un paese della val Chisone; un amico mi disse che c’era una jam-session con un po’ di Africa Unite, Casino Royale e Fratelli di Soledad, e visto che mi piacevano tutti quanti, ci andai. Fu una rivelazione sentire quelle cover rifatte in chiave bluebeat, per tacere dell’apparizione di Mada con addosso un pelliccione stile grizzly fino ai piedi (altezza un metro e novanta), che rappava in piemontese…
Entusiasta della serata chiesi ad uno di loro perché non incidessero qualcosa, la risposta raffreddò le mie aspettative: “non credo, è un progetto nato così, si decide di concerto in concerto, chi c’è, c’è, siamo tutti molto impegnati con i nostri gruppi”.
Era la metà degli anni ’90, Believe usci nel ’99.
Salto nel tempo, siamo ai Castelli di Lagnasco, non lontano da Saluzzo, splendida cornice per D’Acord Fest, rassegna culturale, con una forte propensione musicale, giunta alla seconda edizione, da un lato i castelli Tapparelli D’Azeglio dall’altro il Monviso, non male la location!
Ad aprire i Mahout, anche loro pinerolesi come Bunna e Mada, all’attivo un album ed un singolo appena uscito (my heart is a stoner, e evan). Non amo mettere etichette alla musica, ma con i Mahout è quasi impossibile, ogni pezzo è diverso, si va dal reggae allo ska, ad attacchi punk, ma ci trovi del funky e del blues, un po’ UB40, un po’ Specials, un po’ Clash, ma soprattutto Mahout! Pur differenti tra loro i brani sembrano legati da un filo che li accomuna. Bravi! Ho messo un po’ di loro foto nella gallery, se le sono guadagnate.
Direi che è ora di dar loro lo spazio che meritano.
Ricapitoliamo: 76 anni in 2, il gruppo reggae più longevo d’Italia, i più bravi interpreti di questo genere che il nostro Paese abbia mai avuto, e poi la band che ha reso delle cover un brano completamente nuovo riportandole nelle hit, un mix caraibico un po’ vintage come i loro outfit, 5 africa unite+5 bluebeaters=The Originals!
Sembrano tornati davvero alle origini, una vera jam-session, le voci di Bunna e Pat Cosmo pur diverse si fondono bene, e così il resto della band, grande spazio ai fiati, eh sì, c’è ancora un girone dell’Inferno dentro il sax di Parpaglione…, ed ovviamente le percussioni, il maestro Mada li segue alle tastiere quasi un passo indietro, salvo poi ricordare a tutta la banda che scorre anche il dub nel loro vene, e che all’occorrenza sa ancora rappare.
Oltre seicento persone nella corte dei castelli a cantare e ballare fino a notte fonda, dalla prima all’ultima fila, stand gastronomici compresi (ottimo cibo), uno di quei concerti che ti ricordi.
Ma da quant’era che non mi divertivo così!
Un ringraziamento agli organizzatori del D’Acord Fest, in particolare all’addetta stampa Federica per la gentile collaborazione.
THE ORIGINALS, Castelli di Lagnasco (Saluzzo)
Africa Unite+Bluebeaters= The Originals.
D’Acord fest
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