Recensioni

The Last Minute Put Together Boogie Band

Fortunato Mannino

Ho pensato tanto a cosa recensire in questo articolo e alla fine la scelta è caduta su quello che potremmo definire l’ultimo bagliore di una delle stelle più fulgide del rock psichedelico: Syd Barrett.

E alla fine… siamo arrivati a 100 articoli! Un piccolo, grande e inaspettato traguardo che mi va di ricordare non per vana gloria, sarebbe sciocco, ma per ringraziare chi mi ha dato l’opportunità di vivere questa bella avventura umana e professionale. Un grazie quindi ad Annalisa e Claudio e alla loro splendida famiglia, al Caso che ci ha seduti di fronte su un treno a lunghissima e travagliata percorrenza e a tutti gli amici di SOund36. Una premessa un po’ diversa dal solito ma, permettetemi, sentita.
Ho pensato tanto a cosa recensire in questo articolo e alla fine la scelta è caduta su quello che potremmo definire l’ultimo bagliore di una delle stelle più fulgide del rock psichedelico: Syd Barrett. Per me un inevitabile balzo indietro nel tempo a quando ero ragazzino e The Piper at the Gates of Dawn spalancava le porte del rock. Una passione per la vicenda umana e artistica di Syd che non solo mi ha fatto amare i suoi desolati e desolanti album, ma anche una ricerca costante di bootlegs, di libri, di notizie, di epigoni che a loro volta hanno forgiato il mio gusto e la mia visione della musica. Una visione spesso solitaria o condivisa con pochi intimi. Pochi ma sempre alla scoperta del nuovo, del bello al di fuori dai circuiti tradizionali. Un percorso umano e culturale che ancora oggi, a distanza di più di 30 anni, ci permette di dire “Ti ricordi quando parlavamo di U2, R.E.M., Paul Roland, Nirvana, Nick Cave etc.” e gli amici e, spesso i negozianti, ci rispondevano Chiiii?!?!?!”. Un percorso di ricerca gratificante che, in fondo, coincide con l’obiettivo che SOund36 persegue da sempre.
Ma torniamo all’articolo perché mi sono già dilungato fin troppo in fatti ed episodi che vanno oltre l’articolo stesso. Ovviamente sulla vicenda umana e artistica di Syd Barrett non mi dilungo perché esistono centinaia di libri e sarebbe superfluo farlo. Il periodo compreso tra il 1971 e il 1972 rimane controverso e musicalmente piuttosto oscuro. Si sa che vi era la volontà in Syd di ricominciare a far musica e si sa anche che le sue condizioni di salute erano talmente precarie che rendevano vano qualunque tentativo. Della sua attività da solista è stato pubblicato, ormai, quasi tutto anche se in un’intervista di qualche anno fa Roger Waters dichiarava di avere materiale interessante e inedito. Dei suoi progetti paralleli o post Pink Floyd non si avevano documenti sonori.
A far luce su questi progetti, una luce malinconica a dire il vero ma pur sempre di luce si tratta, è un nastro acquistato dalla Easy Action Records che documenta il concerto tenutosi al Corn Exchange di Cambridge il 27 gennaio del 1972. La controversia storia dei diritti d’autore, delle scomparse e ricomparse di questo nastro ve le risparmio! Dico solo che è assurdo pensare di cancellare / ostacolare la pubblicazione di un disco che, per quanto controverso, è un tassello importante della Storia del Rock. La nota positiva è che gli artisti coinvolti sono stati entusiasti del progetto a testimonianza del fatto che a creare problemi sono i soliti noti…
Il disco in questione è quello dei The Last Minute Put Together Boogie Band ed è stato pubblicato, almeno per ora solo in cd, il 23 giugno. È il progetto che, in seguito, darà vita agli Stars e che vede Syd Barrett come ospite in due concerti.
The Last Minute Put Together Boogie Band era una band aperta che ruotava essenzialmente intoro a tre figure stabili Twink (ex Pink Fairies) alla batteria, Bruce Paine voce e chitarra, Jack Monck al basso e ad un numero variabile e imprecisato di ospiti. Un’esperienza interessante ma che si esaurirà dopo una decina di concerti.
Chi acquisterà Six Hour Techcolour Dreams non deve aspettarsi nulla del sound che ha reso celebre Syd Barrett. I tre brani in cui entra in scena insieme con Fred Frith, altro ospite illustre e annunciato della serata, altro non sono che acid blues sul cui valore intrinseco si può discutere. Sicuramente non si discuterà sulla valenza storica del disco.
Nei ricordi di Twink Syd è, almeno apparentemente, in forma e voglioso di riprendere a suonare. La sua performance, peraltro non annunciata, all’interno del concerto appena pubblicato, venne accolta bene dal pubblico di Cambridge. Il consenso del pubblico e un ritrovato entusiasmo favorirono, di lì a pochi giorni, la formazione degli Star. I pochi e disastrosi concerti, di cui non si ha documentazione sonora, e le impietose recensioni giornalistiche che ne seguirono misero fine al progetto e alla carriera artistica di Barrett.

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