Recensioni

The Hirsch Effekt e Zinnschauer- Fixum

Fortunato Mannino

Il disco che proponiamo oggi è a marchio Kapitan Platte etichetta che non tradisce mai le attese! Protagonisti di questo interessantissimo split gli The Hirsch Effekt e Zinnschauer.

Il disco che proponiamo oggi è a marchio Kapitan Platte, etichetta discografica spesso protagonista delle nostre recensioni, etichetta che… non tradisce mai le attese!
Protagonisti di questo interessantissimo split gli The Hirsch Effekt e Zinnschauer.
I primi li abbiamo proposti in occasione dell’uscita Holon : Anamnesis, album che ha trovato posto anche nella mia personale classifica degli album più belli del 2012. Per chi volesse rileggere la recensione o per i più distratti che l’hanno persa rimandiamo qui
Il loro lato ha come titolo Fixum, si compone di quattro brani e per l’esattezza due rivisitazioni e due brani inediti. Si comincia con Datorie, il brano presente in Holon: Anamnesis perde la solennità della strumentazione e la sperimentazione che ne caratterizzava la parte finale, per diventare un’intensa e struggente ballata acustica. Un taglio decisamente più romantico è stato dato anche al terzo dei quattro brani Irrath anch’esso tratto dallo stesso album. È il brano più lungo ed è caratterizzato da un inizio piuttosto lento dove archi e pianoforte accompagnano il canto, la parte centrale è strumentale e introduce alla sezione post rock del brano. Il canto questa volta si erge attraverso un muro sonoro che scemando rimanda agli archi che hanno aperto il brano.
Indubbiamente belle ma piuttosto insolite, se consideriamo quelle che sono le caratteristiche sonore del gruppo. È anche vero che versatilità e originalità sono nel loro DNA e tutto può essere un LP degli The Hirsch Effekt tranne che prevedibile. Con Fixum, ultimo brano e di cui è stato girato un bel video, ritroviamo lo sperimentalismo e commistione di generi che sono peculiari al gruppo. È l’urlo rabbioso dei giovani contro l’imborghesimento della società, la traduzione di Fixum è, infatti, Stipendio Fisso… problema che l’Italia non ha più…

Zinnschauer è una ragazzo di 21 anni originario di Amburgo. Ha militato nei And The Waves Will Carry Us Home con i quali ha inciso .​.​.​Und Dann Regne Ich e da qualche tempo ha intrapreso la carriera solista. Si accompagna con la chitarra e dimostra non solo una grande padronanza dello strumento ma di possedere uno stile personale che lo distingue dalla canonica figura del cantautore classico. Nei venti minuti, durante i quali si dipanano i quattro brani, vengono narrati gli umori di una storia d’amore, i suoi momenti di gioia e le sue delusioni. Il canto e la melodia si alternano, in modo armonico e inaspettato, a momenti di urlata angoscia. Zinnschauer dimostra non solo una grande capacità interpretativa ma anche una grande capacità di scrittura. L’aiuto di un’amica madrelingua tedesca, in tal senso, è stato fondamentale perché mi ha aiutato a capire i testi e ad apprezzarne sfumature e metafore.
Se qualcuno sta pensando Ma perché comprare un disco in tedesco se non lo capisco? La risposta è semplice: è un bel disco e la lingua tedesca ha una sua musicalità anche se il nostro orecchio si è abituato, forse troppo, alla lingua inglese. E poi ci sarebbe da domandarsi quanti capiscono così bene la lingua inglese da sindacare su quella tedesca ma… è un altro discorso!

Di quest’album ne sono stampate 500 copie, sono tutte numerate a mano e all’interno contengono cartoline, gadget e il codice per il download. Le prime 100 copie (sold-out), come prassi della Kapitan Platte, hanno qualcosa di differente e, in questo caso, è il colore del vinile che è bianco.

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