Sound&Vision

The Dream Syndicate – Circolo Magnolia Milano

Giovanna Musolino

Passione, energia, divertimento: tutto questo e molto, molto di più, è stato il concerto dei Dream Syndicate.

Passione, energia, divertimento: tutto questo e molto, molto di più, è stato il concerto dei Dream Syndicate al Circolo Magnolia di Segrate. Sulle scene dal 1981 questi “ragazzi” di Davis sanno ancora come entusiasmare e trascinare il pubblico. In Italia per sei date, sono tornati a esibirsi al Magnolia, il 19 giugno, in un infuocato concerto, che attinge tanto alla produzione più recente (These days del 2019 e How  Did  I find Myself Here del 2017) quanto agli album storici (Medicine show, Out of the grey, The days of wine and roses, Ghost stories). Sul palco Steve Wynn, Jason Victor, Mark Walton, Dennis Duck e Chris Cacavas (ex Green on Red), per quasi due ore hanno ipnotizzato il pubblico. Il concerto parte subito alla grande con The way in ed è subito evidente che sarà una serata all’insegna del rock più energico, tirato, irruente, dirompente. Le corrosive chitarre di Wynn e Victor dilagano, il basso di Walton è spietato, la batteria di Duck è energica, Cacavas dona un tocco di malinconia con le sue tastiere suonate magistralmente. Suonare per divertirsi e divertire, suonare per e con passione, suonare con l’entusiasmo di ragazzini che calcano la scena per la prima volta. Brani nuovi (Put Some Miles On, Recovery Mode, Bullett Holes) e gli intramontabili classici (Burn, Forest for the Trees, Definetely Clean) si susseguono, in un clima sempre più rovente. Il piacere di stare sul palco è tangibile ed evidente. Termina la prima parte del concerto, ma dopo pochissimi minuti, i musicisti, acclamati a gran voce, tornano e via con una sequenza micidiale: Merritville, When you smile, See That my Grave Is Kept Clean e una  Boston stravolta, irriconoscibile, con la slide,  in cui Cacavas imbraccia la chitarra e sul palco arriva Manuel Agnelli a suonare il piano: versione epica a dir poco! Il concerto è finito, ma il pubblico non è d’accordo e richiama i Dream Syndicate, insistentemente. Ancora un brano, Tell Me When It’s Over, Cacavas torna alle tastiere e Agnelli prende la chitarra: e questa volta è finita davvero, si torna a casa con i timpani definitivamente compromessi, ma felice come una vongola nell’alta marea!

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