Recensioni Soundcheck

Tenebra – Gen Nero

Fortunato Mannino

I Tenebra ci portano con questa lunga suite sulla via oscura

Prima di leggere queste parole vi sarete soffermati, sicuramente, ad osservare gli oscuri simboli che ruotano attorno al teschio centrale della copertina. Avrete letto il nome del gruppo, il titolo dell’EP e vi sarete già fatti un’idea, non sbagliata peraltro, di quello che è il mood dell’album. Le atmosfere sono oscure ma, prima di entrare nel merito, è giusto regalare un momento alla mera cronaca. Diciamo subito che per i Tenebra, giovane band bolognese, è l’EP d’esordio. Aspetto questo che, a mio modesto avviso, è da tenere in considerazione per quella che è la valutazione finale. Come avrete intuito e come vi confermo dopo l’ascolto delle sei tracce, comprensive di intro e outro, i Tenebra ci portano con questa lunga suite sulla via oscura. Gen Nero, questo il titolo, oltre a marcare i territori e le atmosfere dell’album, denota una certa ironia considerato che riecheggia il nome del gruppo cattolico dei Gen Rosso.
Una via cupa, scura, che ha la voce del Blues. Un Blues elettrico intriso di psichedelia, ma non mancano riff hard rock e incursioni nel punk. I testi, tutti in lingua inglese sono ben interpretati da Silvia Feninno. L’impressione, dopo diversi ascolti, è che il gruppo sia ancora troppo legato alle sue radici e la sensazione che si ascolti un album uscito nei primi anni ’70 è forte. Detto ciò, è da capire se questo rappresenti un limite o un pregio. Personalmente mi limito a dire che è un ottimo punto di partenza.
I ventisei minuti scorrono, infatti, piacevolmente veloci e lasciano sprazzi e spunti originali. Da non sottovalutare, inoltre, che si tratta di un EP autoprodotto il che, lo sappiamo bene, è sempre un’incognita non da poco. Il coraggio e la voglia di far Musica vanno, dunque, premiate e sostenute, fermo restando che, lo ribadisco, si tratta di un EP interessante e piacevole. Il gruppo è giovane e troverà il modo e il tempo per osare di più, perché le alternative in questo mondo sono a dir poco nulle. L’aver voluto anche un’edizione in vinile fa presagire l’intenzione di portare avanti il progetto e, nel contempo, gli auspici per un buon futuro ci sono tutti.

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