Recensioni

SVNTH – Spring In Blue

Scritto da Fortunato Mannino

E’ un disco complesso che partendo da una dimensione prettamente intima e intimista mette in discussione le istituzioni e mette a nudo tutta la fragilità dell’animo umano.

Le mie incursioni nel mondo del progressive-metal con venature black-metal non sono molte, ma ci sono dischi che colpiscono per intensità e tematiche. È il caso dei SVNTH che, in un tormentato 2020, hanno pubblicato il loro terzo album. Spring In Blue, questo il titolo, è un disco complesso che partendo da una dimensione prettamente intima e intimista mette in discussione le istituzioni, le regole su cui poggia la nostra società e mette a nudo tutta la fragilità e la vulnerabilità dell’animo umano.
Un’inquietudine devastante espressa, direi urlata visto l’utilizzo dell’effetto growl, in Parallel Layers brano che segue la caduta degli dei in Erasin God’s Tower. Una sofferenza che trova il suo apice e il suo perché in Wings of the Ark, brano in cui si racconta di una perdita avvenuta troppo presto e di un vuoto che spezza l’infanzia e condiziona il resto della vita. È una dimensione nostalgica che troverà nell’ultimo brano la sua dimensione melanconica. In Sons of Melancholia il dolore, il pessimismo diventano universali e non è un caso che il brano si concluda con una domanda, apparentemente senza risposta, sul senso della vita. Tutto nero? Tutto negativo? Beh, non penso o almeno non finché c’è la voglia di fare e di lottare e credo che il titolo dell’album voglia significare proprio questo: ricercare e dare un senso anche agli eventi negativi al fine di andare avanti.
Ricordiamo anche che il concetto di resistenza è anche un po’ nel nome stesso del gruppo. SVNTH è l’abbreviazione di Seventh Genocide e fa riferimento esplicito al libro Il secolo dei Genocidi di Bernard Bruneteau, nel quale si elencano le barbarie compiute nel secolo scorso. Implicitamente, invece, invita a resistere e a prendere atto del fatto che quelle stesse barbarie avvengono anche oggi ma il sistema capitalistico è bravo ad ovattarne i clamori.
Il genere musicale proposto dal gruppo romano deve piacere, ma è indubbio che per qualità e ospiti Spring In Blue sia un album importante e che consiglio di far vostro. E chissà che per i neofiti non segni anche l’inizio di un percorso.

 

Transcending Records

Metaversus PR

SVNTH

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Fortunato Mannino

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