Recensioni

Suzanne Vega “Lover, Beloved: Songs From An Evening With Carson McCullers”

Avatar
Scritto da Paola Varricchio

“Se mai volessi impersonare qualcun altro in una prossima vita, sceglierei lei”, la songwriter americana mette in musica la sua ammirazione per Carson McCullers

A due anni di distanza dall’uscita dell’ultimo lavoro, “Tales From The Realm Of The Queen Of Tentacles”, Suzanne Vega torna con un nuovo album, “Lover, Beloved: Songs From An Evening With Carson McCullers”, un omaggio alla scrittrice americana Carson McCullers, uscito il 14 ottobre 2016 per Cooking Vinyl/Edel.
L’album è una collezione di dieci canzoni scritte da Suzanne Vega con la collaborazione di Duncan Sheik, amico di vecchia data e collaboratore teatrale, che catturano l’essenza e la filosofia della scrittrice, da sempre una grande ispirazione per la songwriter newyorkese.
Carson McCullers, scrittrice americana nata nel 1917, ha vissuto e lavorato negli anni ‘50-‘60. Le tematiche delle sue opere sono estremamente attuali: problemi razziali, di genere, sessuali, di coppia e, in senso più ampio, di oppressione.
Aveva idee moderne per l’epoca e le ha incarnate come nessun altro autore o scrittore abbia mai fatto. Ha cercato di viverle e ha pagato un prezzo per questo.” afferma la stessa cantante. “ Se mai volessi impersonare qualcun altro in una prossima vita, sceglierei lei”.
L’affinità con la scrittrice era già stata consacrata, del resto, nel 2011 quando Suzanne Vega aveva debuttato in teatro in compagnia di Duncan Sheik con la pièce “Carson McCullers Talks About Love”, dedicata appunto alla narratrice statunitense e ai suoi primi scritti.
Nell’album, invece, sono in particolare due i momenti della carriera della Mc Cullers che ha voluto catturare: il primo risale al 1941, quando “Il Cuore è un Cacciatore solitario” la porta alla fama letteraria, il secondo, poco prima di morire, è il momento in cui la scrittrice si ferma a riflettere sulla sua vita e sul suo lavoro.
L’uscita dell’album è stata anticipata dal singolo Harper Lee, una canzone acuta, divertente con cui Suzanne Vega guarda ad altri scrittori attraverso gli occhi della McCullers.
“Oh, Harper, Harper Lee… She only wrote that one book! I’ve written more than three.”

Nel complesso il mood dell’album è retrò, dalle sonorità disomogenee, anche perché raccoglie canzoni scritte in periodi molto diversi e durante un lungo arco temporale.
Con Carson Blues veniamo catapultati direttamente al tavolino di un night club, luci soffuse e sonorità swing, assoli di bandoneon e trombone. Poi via di sonorità jazz in New York is My Destination.
Si ha quasi la sensazione di sfogliare un libro di racconti, ognuno con la sua ambientazione, con il suo pathos, con il suo stato d’animo.
Uno dei pezzi più belli dell’album è Annemarie, dove sono pianoforte e voce a farla da padroni e a raccontare di un amore non corrisposto, del desiderio, della sofferenza celata dietro la bellezza, la ricchezza, dietro una libertà fittizia.


Dolce e cadenzata We Of Me, dolcissima e molto intima Lover Beloved, ritmata e sensuale The Ballad Of Miss Amelia.
Un album dai tratti tenui che non stupisce ma lascia compiaciuti all’ascolto, in stile con la sua indole di antidiva che l’ha contraddistinta dagli esordi e che neanche grandi successi come Tom’s Diner o Luka, ai tempi, hanno scalfito.

Tracklist:
1.Carson Blues
2.New York is My Destination
3.Instant Of The Hour After
4.We Of Me
5.Annemarie
6.12 Mortal Men
7.Harper Lee
8.Lover Beloved
9.The Ballad Of Miss Amelia
10.Carson Last Supper

About the author

Avatar

Paola Varricchio

Napoletana di nascita e di appartenenza.
Nel 2010, da una coabitazione con tre amici in un appartamento-bed&breakfast nel cuore del centro storico napoletano, comincio, quasi per gioco, un' avventura chiamata Frammenti: l'apertura di uno spazio di condivisione e di ascolto.
Una cantina, un piccolo palco, l'amplificazione presa in prestito, cuscinoni a terra e tavolini ikea, poi l'acquisto di un pianoforte, il susseguirsi di rassegne musicali dedicate al cantautorato ed alla musica indipendente. D'estate l'organizzazione di alcune date fuori da casa nostra, in luoghi all'aperto ma sempre privati, intimi e quotidiani, che esprimessero vissuto e condivisione. Poi, ancora, alcune date che ci hanno aperto non porte ma portoni, come quello bello grosso del Maschio Angioino. Sei anni indimenticabili, dove affondano le radici del mio amore per la musica indipendente, non quella dei grandi palchi, ma quella appassionata delle grandi sensibilità che, spesso, nascono nelle cantine come la nostra, e tante volte ci rimangono.

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi