La soffitta Recensioni

Supertramp – “…Famous Last Words…”

Marco Restelli
Scritto da Marco Restelli

La nostra Soffitta è sempre così generosa di bei ricordi e ottima musica. Oggi tocca ai Supertramp

I Supertramp sono fra le band nel contempo più amate (dal grande pubblico) e parallelamente più snobbate (dalla maggior parte della critica) fra quelle che iniziarono la carriera artistica nella fortunata decade degli anni 70. Questa dicotomia di amore/odio sarà forse dipesa dall’approccio progressivamente più radiofonico dei loro pezzi o dal non essere mai stati pienamente considerati “rock”, ma in realtà poco importa. A mio modesto avviso meritano di essere riscoperti da parte da chi intenda tornare indietro nel tempo e riascoltare la musica del passato con curiosità. Se il loro album più bello è senza dubbio Breakfast in America (del 1979), fra quelli da rispolverare abbiamo scelto “…Famous last words…” del 1982 per una serie di motivi.
Innanzitutto, si tratta di un disco molto significativo per il loro percorso perché sancisce la fine della collaborazione fra i due autori/cantanti Rick Davies e Roger Hodgson al cui sodalizio si devono le fortune dei Supertamp.
In secondo luogo è composto da nove pezzi, dal sapore pop, uno migliore dell’altro fra i quali spicca senza dubbio il conosciutissimo singolo It’s raining again che ebbe un grande successo commerciale all’epoca dell’uscita dell’LP. Il pezzo di sax di John Helliwell che introduce e chiude il brano resta memorabile, mentre la voce di Roger Hodgson (considerato, un po’ da tutti, il migliore dei due) suona più limpida che mai. Alla voce dello stesso autore si deve la bellezza di altre perle come l’incantevole ballata, prevalentemente acustica, Know who you are che spiazza per la sua dolcezza e la melodia celestiale: verosimilmente una delle ultime grandi canzoni regalateci dalla band californiana.
Sul fronte uptempo l’iniziale Crazy lascia senza dubbio il segno almeno quanto la finale Don’t leave me now che parte lenta guidata dal piano, per poi accelerare verso un crescendo orchestrale in cui ancora una volta prima il sax, poi l’armonica e infine i cori di Claire Diament riportano lentamente alla calma placida.
Rick Davies dal canto suo piazzò tre zampate di tutto rispetto con la morbida My kind of lady, la sempre piacevole Bonnie e la sottovalutata Put on your old brown shoes che avrebbe meritato ben altre fortune.
Con queste premesse “…Famous last words…” ebbe un grande successo (quinta posizione in America, e prima in diversi paesi come Canada, Francia, Germania e Olanda) ma, come anticipato, segnò in qualche modo la fine dei Supertramp visto che il solo Davies, pur provandoci più volte, non riuscì mai più a pubblicare insieme ai “superstiti” un album minimamente all’altezza dei precedenti.
Un gran peccato davvero perché avremmo potuto godere almeno per qualche anno ancora di questo prolifico legame artistico, mentre non ci resta che riprendere in mano i loro album della prima era e riascoltarli con immenso piacere, a cominciare da questo che vi abbiamo roccontato dopo averlo ritrovato impolverato nella nostra Soffitta, sempre così generosa di bei ricordi e ottima musica.

About the author

Marco Restelli

Marco Restelli

Originario di Latina, ma trapiantato ormai stabilmente a Bruxelles. Collaboro con diversi siti musicali. Collezionista di dischi dai primi anni '80, ascolto praticamente ogni tipo di musica, distinguendo solo quella che mi emoziona da tutto il resto.
In progetto: l'attività di promoter di eventi live di artisti emergenti nel Benelux. Sono orgogliosamente cattolico, ma ritengo che la tolleranza sia alla base delle relazioni umane. Se dovessi salvare un solo disco, fra i miei 3500, sceglierei "Older" di George Michael. La mia più grande passione, oltre alla musica: la mia famiglia e i miei tre bambini.

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