Recensioni

Struttura &Forma – One Of Us

il nostro prog-rock ha una caratura internazionale

L’onda lunga del Prog ci restituisce un altro pezzo di Storia della nostra Musica. La storia de i Struttura &Forma ha, infatti, radici lontane e risale ai primissimi anni ’70 quando, in quel di Genova, la band si formava. Anni difficili, musicalmente tra i più affascinanti e, purtroppo, poco conosciuti. Un panorama musicale magmatico che favorì la formazione e disgregazione di band i cui nomi li ritroviamo ormai solo su libri specializzati.
I Struttura & Forma non sfuggirono alla regola e, dopo diversi cambi di line-up e pur proponendo un sound di ottima qualità, che spaziava tra prog e jazz-rock, non arrivarono ad incidere un album. Il gruppo si è sciolto, ognuno dei componenti ha intrapreso una brillantemente carriera musicale e… Struttura & Forma è rimasto relegato nel limbo del ricordo e dell’esperienza. Ma, si sa, i progetti musicali sono anche e soprattutto una questione d’amore ed eccoci qui a scrivere di One Of Us.
Franco Frassinetti, che ringrazio ancora una volta per avermi fatto pervenire l’album, e Giacomo Caliolo, co-fondatori del gruppo, hanno deciso di consegnare alla Storia quell’esperienza e, coadiuvati da brillanti musicisti, hanno inciso il primo album. Undici brani di cui tre possiamo considerarli importanti tributi: due alla memoria e alla storia del gruppo stesso, il primo e l’ultimo pezzo risalgono, infatti, a quel 1972 quando tutto ebbe inizio, il terzo è la bella rivisitazione di Lucky Man. Un tributo involontario quest’ultimo, perché, come detto, nasceva come rivisitazione da regalare a Greg Lake, artista che ha influenzato intere generazioni di musicisti, ma la morte ne ha cambiato la natura. Il primo ascolto del disco ci conferma ciò che da sempre sosteniamo, ovvero, che il nostro prog-rock ha una caratura internazionale. Il secondo, più attento e forse anche più razionale, ci permette di apprezzare la complessità e la bellezza del tappeto sonoro su cui si dipanano gli undici brani.
I quattro minuti di One Of Us, la sua dimensione onirica, gli assoli di chitarra sono uno dei momenti più alti di un album che dovrebbe entrare di diritto nella migliori collezioni.

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Fortunato Mannino

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