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Stella Burns and The Lonesome Rabbits: esce “Jukebox Songs”

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Scritto da Red

Nuovo ascolto che ci proviene da Sfera Cubica. L’immaginario Western non si allontana molto dalle praterie livornesi da cui vengono i Nostri e sfrecciano su carrozze di 800 cavalli di metallo leggero guidati da pistoleri armati di mouse digitali. Insomma il passato si mescola al presente e non fa sconti di fantasia in un disco che suona digitale a tratti ma che sembra uscito da un vinile lasciato in cantina. Stella Burns dopo il suo esordio torna a far brillare la dinamite a Fort Canyon (come direbbe lo scenografo) e ci regala un disco di grandi successi, cover se volessimo usare un eufemismo. Certamente non sono inediti ma così rivestiti e rimpastati dietro i suoni condotti per mano dai suoi preziosi compagni di viaggio The Lonesome Rabbits (ovvero Mario Franceschi, Franco Volpi e Davide Malito), pubblica proprio oggi un disco dal titolo “Jukebox Songs”. Stella Burns ci presenta un riepilogo di 10 brani non troppo celebri (alcuni) e sicuramente mai scontati come per esempio “Key”, sconosciutissimo b-side si Mino Reitano del ’74 di cui Stella ci propone una sua tradizione in inglese…ma anche celebrità del tappeto rosso come “Bird on a wire” di Cohen oppure “Far from any road” di Handsome Family…il tutto ben condito dal carattere antico, western e moderatamente vintage nel mix di suoni e di esecuzioni. “Jukebox Songs” è un disco che suona benissimo per essere vintage, da cui ci saremmo aspettati il vinile gracchiante, è un lavoro di canzoni che tornano a vestirsi di un carattere che quasi li stacca dalle loro reali origini vestendosi per l’occasione di un suo “io” personale e sincero che il gusto artistico di design dei 5 ha saputo riversare senza senza chiedere permesso. Delicatissimi punti di vista che si incrociano in un equilibrio mai precario di ciò che conosciamo e ciò che invece sembra nuovo per la prima volta. Un bellissimo ascolto che tra l’altro ci da l’opportunità di spulciare e conoscere cose nuove…e siamo sempre affamati di cose nuove. Per esempio la conoscevate certamente “Louie Louie” di Ritchard Berry pubblicata nel 1957 e reimpastata praticamente da tutti…ora provatela ad ascoltare la versione di Stella Burns e The Lonesome Rabbits…direi “quasi” irriconoscibile. PLay loud gente…

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