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Spartak Mosca – Storie di calcio e potere nell’URSS di Stalin di Mario Alessandro Curletto

Scritto da Fortunato Mannino

Grazie all’accurata ricostruzione storica del prof. Mario Alessandro Curletto si possono ripercorrere le vicende dello Spartak Mosca e del suo fondatore Nikolaj Starostin

Il calcio, vuoi perché praticato vuoi per mera tifoseria, è ormai parte della quotidianità di miliardi di persone. Il suo potere di dividere, spesso anche drammaticamente, o di unire città, nazioni e persone è evidente così come è altrettanto evidente che i calciatori sono dèi a cui ogni eccesso è perdonato. Una sorta di religione pagana che muove miliardi e che annovera altrettanti adepti. Ma il calcio, come tutto in questo mondo, ha la sua storia e i suoi chiaroscuri. E visto che ormai da tempo il nostro web magazine spazia libero e indipendente tra le variegate proposte culturali, abbiamo ritenuto giusto proporre due interessanti quanto non scontate pubblicazioni della casa editrice fila37. Oggi, dunque, è la prima di due escursioni in questo mondo, di cui non si proporrà il lato più sfavillante ma quello meno noto e, per certi versi, più interessante perché è dalla conoscenza del passato che meglio si comprendono le dinamiche del presente.
Grazie all’accurata ricostruzione storica del prof. Mario Alessandro Curletto, si possono ripercorrere le vicende dello Spartak Mosca e del suo fondatore Nikolaj Starostin.
Un giocatore muore sempre due volte: la prima è quando smette di giocare. Questa frase di Zico è sicuramente vera, ma non vale per personaggi come Nikolaj Starostin, la cui storia è talmente radicata al club, nonché alla storia dell’intero movimento calcistico russo, che rimane indelebile. Nasce nel 1902 e durante la sua lunga parabola umana ha vissuto, suo malgrado, da protagonista tutte le fasi della storia russa dalla caduta degli zar alla fine dell’U.R.S.S. Uno sportivo dovrebbe vivere la sua passione senza rimanere invischiato nelle vicende politiche, ma la Storia ci insegna che spesso non è così.
Lo sport è, infatti, un potente strumento politico e lo Spartak Mosca, il cui nome incarnava e rispecchiava le virtù del gladiatore ribelle, era potenzialmente un pericolo e nei fatti la squadra più rappresentativa e vincente dell’Unione Sovietica. Cosa poco tollerabile agli occhi di una mente criminale come quella di Lavrentij Pavlovič Berija che, oltre ad aver militato nella Dinamo Tbilisi ed essere stato umiliato sul campo da Nikolaj Starostin, era il numero uno della polizia segreta a cui faceva capo anche la formazione della Dinamo. La vendetta nei confronti di Nikolaj Starostin, dei suoi fratelli anch’essi giocatori dello Spartak e di altri giocatori, era inevitabile anche se non fu facile l’essere attuata, proprio per la fama e le simpatie che la squadra si era costruita sul campo. La vendetta arrivò inesorabile, nonostante la falsità delle accuse, e per gli Starostin si spalancarono le porte dei campi di lavoro. La loro fama garantì condizioni di vita migliori di molti altri detenuti, ma solo pochi uomini posso ritrovarsi al centro di una disputa quale fu quella che contrappose il già citato Berija e Vasilij Stalin, che lo voleva allenatore della VVS, squadra che rappresentava le Forze Aeree Militari.
Non svelerò e non ho svelato molto, ma l’aver accennato ad eventi storici precisi fa intuire che da questa disputa Nikolaj Starostin ne uscì vivo e non era certamente una cosa scontata. Basterebbero questi eventi per consegnare al mito Nikolaj Starostin, ma una passione sportiva è tale perché resta per sempre e, superati gli anni bui, venne nominato responsabile della squadra di calcio dello Spartak e mantenne questo incarico per circa quarant’anni.
La parabola umana di Nikolaj Starostin termina nel 1996, ma è in quel preciso momento che inizia il mito: un mito che ha portato lo Spartak Mosca ad essere uno dei club più amati in Russia e non solo. Il libro ha anche il merito di raccontare l’inizio del movimento calcistico in Russia e di snodarsi alla stregua di un romanzo rendendo avvincente la lettura.
Spartak Mosca – Storie di calcio e potere nell’URSS di Stalin – è un libro imprescindibile per chi vuol guardare oltre l’apparente scintillio di questo sport. Complimenti all’autore del libro e alla casa editrice fila37 che ha creduto in questo progetto e, sfogliando il catalogo, in altri progetti molto interessanti.

fila37
Mario Alessandro Curletto

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Fortunato Mannino

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