SOund36

SOund36 Anno 19 N.840

Scritto da Annalisa Nicastro

Quando si diventa forti?” chiesi.
Ed ella con un delicato sorriso rispose: “Quando imparerai a non fare del male a nessuno”
 A. Jodorowsky

Ci insegnano spesso che essere forti significhi vincere, imporsi. Cresciamo dentro una grammatica della durezza, dove chi ferisce sembra avere sempre più spazio, più voce, quasi più diritto di esistere. E invece forse la forza vera somiglia a qualcosa di infinitamente più difficile.
Non fare del male non significa essere fragili, arrendersi, lasciarsi attraversare dal mondo senza difese. Significa avere attraversato abbastanza dolore da scegliere di non consegnarlo agli altri. 
Diventiamo forti quando impariamo a non usare la crudeltà come linguaggio, quando smettiamo di considerare normale umiliare, schiacciare, escludere, ridere della vulnerabilità altrui per sentirci meno soli dentro la nostra.
Le persone più forti che io ho incontrato non erano quelle che facevano più rumore, erano quelle capaci di entrare nella vita degli altri senza devastarla, quelle che sapevano restare umane anche quando il mondo provava continuamente a disumanizzarle.
La forza non è dominare qualcuno, ma fare in modo che chi ci incontra si senta meno ferito dal mondo dopo essere passato attraverso di noi.

– “Sono passati 30 anni e la musica è stata una compagna di viaggio che non mi ha mai abbandonato”, intervista a Federico Aggio

Gegè è tutto ciò che la musica chiede: swing, leggerezza, bravura

– La musica di Franco Battiato è tornata a vibrare grazie all’omaggio sincero di Giulio Casale e alla Orchestra regionale Filarmonia veneta

– Molto jazz nei brani in scaletta per Mario Biondi. Noi lo abbiamo seguito nella tappa torinese

Leo Gassmann conquista Milano con un live intimo e senza filtri

– È uscito postumo il disco di Stéphane Casalta, l’artista corso scomparso nell’agosto 2025

– Voce, chitarra acustica e un’armonica che con discrezione regala alcuni dei momenti più belli dell’intero album di Eugenio Siciliano

 

About the author

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione. E in ultimo vorrei dire che mica sono matta, ma solo pazza. Pazza di gioia.

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