SOund36

SOund36 Anno 19 N.838

Scritto da Annalisa Nicastro

Frantumare lе distanze
superare le esistenze e riconoscersi per creare
camminare senza chiedersi perché
e fermarsi un istante per considerare che ogni istante si scioglie in quello a venire
come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono, si infrangono, si infrangono

Dentro Cerchi nell’acqua c’era tutto Paolo Benvegnù, quella sua maniera di guardare il mondo senza possederlo, di attraversarlo senza volerlo spiegare fino in fondo. Parlava di distanze da frantumare ma non con la retorica delle rivoluzioni urlate, piuttosto con la delicatezza di chi sa che riconoscersi è già un atto rivoluzionario. E poi quell’immagine, così semplice da sembrare eterna: gli istanti che si sciolgono l’uno nell’altro, come cerchi nell’acqua incapaci di restare e con la capacità di fondersi l’uno nell’altro.Proprio nel rompersi, quei cerchi d’acqua, continuano ad allargarsi, a toccare rive che non avevano previsto.
Oggi manca di più, non solo l’artista, ma il suo sguardo. Il suo modo di stare nel tempo senza rincorrerlo, di abitare la musica senza trasformarla in prodotto, di restare ai margini senza diventare mai marginale davvero. Benvegnù non era fuori dal suo tempo per nostalgia, lo era perché aveva scelto un’altra velocità, una distanza minima dalle cose che gli permetteva di vedere ciò che spesso ci sfugge quando corriamo troppo: la bellezza delle connessioni invisibili, la poesia che si nasconde nei passaggi, non nei risultati.
La sua è stata una strada fatta di ostinazione gentile, di club piccoli e pieni di verità, di incontri che non diventavano numeri ma relazioni, una per una, come se ogni ascoltatore fosse davvero necessario. In un mondo che misura tutto, lui continuava a sottrarre, a togliere peso, a lasciare spazio. 
Impariamo a fermarci un istante, come faceva lui, a guardare meglio, per non perdere il senso di tutto quel meraviglioso passaggio.

– Uno show di oltre due ore per l’ex frontman dei The Giornalisti. Un viaggio emotivo con Tommaso Paradiso

Le Bambole di Pezza portano sul palco rock, identità e autodeterminazione

– Il progetto di Bungaro è libero, affascinante e imprevedibile

Stella Cole, il gradito ritorno di una voce senza tempo

– Beautiful Love di Elena Andreoli è il manifesto di un jazz contemporaneo fresco e potente

– Accompagnata dai raffinatissimi GnuQuartet, L’Aura ha trasformato il palco in salotto onirico

– Grande festa per i 20 anni di attività della Monday Orchestra

Neil Zaza è un chitarrista che ama stupire sempre

Jumaane Smith ospite del Politecnico di Milano per Jazz on Campus

About the author

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione. E in ultimo vorrei dire che mica sono matta, ma solo pazza. Pazza di gioia.

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