SOund36

SOund36 Anno 14 N.570

Noi donne abbiamo mille sfumature, siamo diverse l’una dall’altra ma la lotta per i diritti di una sola di noi è la vittoria di noi tutte. Da sempre siamo state definite in rapporto al modello maschile, credo, invece, che la nostra forza sia nel non avere mai avuto modelli a cui riferirsi.
E’ stata fatta molta strada ma ancora ce ne è molta da percorrere per raggiungere una parità nei diritti piu’ equa sul percorso di emancipazione della donna e sulla condizione femminile nel mondo.
Guardiamo ad esempio il rapporto pubblicato dal World Economic Forum che valuta i progressi fatti verso la parità di genere nei settori della politica, dell’economia, dell’istruzione e della salute di 153 paesi, nel 2019 l’Italia si classificava al 76esimo posto.
Per me, come immagino sia per molte altre donne, è un atto automatico contare oggi le firme femminili sui giornali oppure vedere quante sono invitate alle riunioni di potere importanti. Queste assenze riflettono una carenza del pensiero: si ragiona ancora troppo in termini maschili a cominciare dal linguaggio usato. Il femminile esiste, perchè continuare ad ignorarlo?
La parola riflette la cultura di chi parla e che troppo spesso non combacia con la realtà dei fatti. E’ il linguaggio che determina la realtà ecco perchè è importante che la lingua sia un mezzo fondamentale e imprescindibile per il raggiungimento della parità di genere, per una narrazione rispettosa delle donne e del loro agire.
Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il 22 marzo inaugura (fino al 27 giugno) la mostra Io dico Io – I say I ispirata dall’opera di Carla Lonzi, una scrittrice che ha sempre trattato nelle sue opere la condizione della donna nel mondo. La mostra coinvolge 40 artiste la cui soggettività va a ricomporre una sola moltitudine.
Diceva un’altra donna forte Goliarda Sapienza che: “Il tema dei diritti civili deve essere al primo punto dell’agenda politica: fino a quando non saranno rispettati i diritti delle donne, non ci sarà possibilità di difendere ed estendere i diritti di nessuno.”
Prima di arrivare ad un’equità di genere totale e mondiale possiamo sempre continuare ad appellarci al diritto all’immaginazione. Scrive, infatti, Azar Nafisi in “Leggere Lolita a Teheran” (Adelphi 2004) «La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell’Uomo venga aggiunta la voce: diritto all’immaginazione. […] Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri; bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti. Altrimenti, come facciamo a sapere che siamo esistiti?».
E’ proprio appellandosi a questo diritto che la scrittrice iraniana è riuscita insieme ad un gruppo di sue studentesse a sopravvivere al periodo cupo della rivoluzione di Khomeini. Grazie alla letteratura, tutte sono riuscite a superare le condizioni di privazione dei diritti più elementari, leggendo insieme importanti capolavori della cultura occidentale e andando contro le regole di un regime censorio.
SOund36 augura a tutte le donne una buona festa e spera che possa essere e avverarsi ogni giorno.

– “Da un buco nel tetto ho scoperto che si puo’ dormire sotto l’arco delle stelle”, ecco un passaggio della splendida intervista ad Agnese Valle che trovate sulle nostre pagine.

Carla Magnoni racconta, in Cento Passi Avanti, il mondo visto dal punto di vista della donna

– Vi presentiamo ancora un altro #UltimoConcerto, questa volta è Francesca Michielin + The Charlestones

– I 5 ragazzi sammarinesi dei Nova cercano di costruirsi il loro futuro raggiante e ci riescono con questo nuovo album

– Sonorità folk, esotiche, pop e easy rock assicurano, nel nuovo lavoro di Clemente, momenti di gradevole ascolto

– In un momento così complicato il Bravo caffe di Bologna dà spazio ai live rispettando tutte le misure di sicurezza. Ed ecco che Daniela Galli con la sua band si è esibita dal vivo. Noi c’eravamo.

– Fortuna è il nuovo brano di Luca Di Martino, in anteprima esclusiva su SOund36

About the author

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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