Recensioni

Sonar with David Torn – Tranceportation Vol.1

Fortunato Mannino

L’intento è chiaro: portare l’ascoltatore in stato di trance.

Sonar with David Torn, Tranceportation Vol.1, ovvero, uno dei gruppi più interessanti della scena internazionale e il miglior chitarrista sperimentale vivente. Basterebbero queste scarne informazioni e l’aggiunta che si tratta di un lavoro targato RareNoiseRecords per proiettarci nella dimensione acquisto certo. Ma è doveroso, altrimenti non sarei qui, presentare al meglio quest’album.
Cominciamo con David Torn, l’ho scritto all’inizio, è il miglior chitarrista sperimentale vivente e ha collaborato con tutti i grandi della musica da David Bowie a John Zorn, giusto per citare due nomi.
La grandezza di un artista è nella ricerca ma anche nel riconoscere l’altrui bravura; nel 2018, quando venne chiamato a produrre Sonar, rimase talmente affascinato dalle atmosfere che il quartetto svizzero riusciva a creare che volle contribuire anche musicalmente: nasceva Vortex.
Una collaborazione fruttuosa non può che continuare a dare buoni frutti e Tranceportation Vol.1 ne è la prova, con la differenza che questa volta David Torn partecipa attivamente alla composizione.
Le registrazioni materializzano oltre 80 minuti di Musica, parte della quale confluirà nel Vol. 2 previsto per maggio 2020.
Se la chitarra di David Torn impreziosisce l’album è altrettanto innegabile che s’inserisce in un gruppo con delle precise peculiarità e con album importanti alle spalle. Difficile trovare le parole giuste per raccontare le atmosfere ipnotiche, frutto dell’incontro tra math-rock, jazz del minimalismo classico contemporaneo, che riescono a creare.
E per quanto abusato e stracopiato l’accostamento che lo scrittore Sid Smith, autore di un’importante biografia dei King Crimson, fa con la pittura di Maurits C. Escher resta il più appropriato. E se analizzate bene il titolo dato all’album, l’intento è chiaro: portare l’ascoltatore in stato di trance.
Non resta, dunque, che mettere il disco sul piatto, indossare la cuffia, chiudere le luci, abbandonarsi alla Musica e lasciare fluire liberamente le immagini che evoca.

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