Recensioni

Se Delan – Drifter

il duo esplora quella sottile linea di confine che separa la ragione dalla follia

Ci sono persone che nascono per stare insieme e quando questo succede, e non è detto che succeda, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Che il connubio umano e artistico tra il polistrumentista Justin Greaves e la cantante svedese Belinda Kordic sarebbe stato fecondo s’intuiva già al momento dall’ascolto di The Fall, album con cui i Se Delan hanno debuttato nel 2014.
La loro musica è una miscela a base dark e new-wave aperta a quelle che sono le suggestioni delle Arti, prima tra tutte quella del cinema. Oggi, a poco più di un anno, tornano con Drifter, album che riprende ed enfatizza gli aspetti più torbidi e tenebrosi dell’album precedente. Se la copertina di The Fall, con avvoltoi che trasportano bambini al posto delle cicogne, rimandava a tematiche più sociali, lo spaccato di un’antica struttura monumentale illuminata di rosso, che emerge dal buio della notte, rimanda a scenari più inquietanti. È il disturbo della personalità a diventare oggetto di riflessione. In particolare il duo esplora quella sottile linea di confine che separa la ragione dalla follia, la vita dalla morte. Una tematica complessa che stride con la dolcezza della voce della Kordic, rendendola, se possibile, ancora più inquietante, ma che s’incastona bene con le complesse trame sonore composte da Justin Greaves.

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Fortunato Mannino

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