Interviste Recensioni

Roger Goula – Overview Effect

La sua è una musica di tipo contemplativo, intrisa di sentimenti e ispirata dalla ricerca di significati umani profondi.

Abbiamo intervistato per voi Roger Goula, qui di seguito la traduzione in italiano e la versione in inglese dell’intervista. Alla fine la recensione di Overview Effect.

Ciao Roger, trovo che il tuo ultimo disco Overview effect sia opera immaginifica di un musicista che compone essenzialmente “per immagini”. Cosa ne pensi?
Ciao. Penso che sia importante ma non necessariamente in modo diretto. E’ solo quando ho finito di mixare Overview effect che ho capito che tutti i brani dell’album seguivano tutti il concetto iniziale e si concatenavano tutti insieme.
La mia musica sin dagli inizi è sempre stata molto visuale. Non so esattamente se scrivo colonne sonore per questo motivo o se i miei album sono visuali solo perchè scrivo per film. Sicuramente è tutto correlato

Vorrei chiederti come nascono le tue composizioni e di quale strumento (o strumenti) generalmente ti servi per comporre
Uso di tutto per comporre. Generalmente parto da un’idea musicale o da un concetto. E capita tutto mentre improvviso al piano, con la chitarra, con il synth oppure mentre uso una strana combinazione tra tutti questi strumenti. Nel mio lavoro ci sono molte lavorazioni audio, succede così che do importanza ad inaspettate elaborazioni sonore come punto di ispirazione per cominciare un nuovo brano. Voglio dire che non sono gli strumenti in sè ad ispirarmi ma sono le idee musicali e il loro sviluppo ad appassionarmi e a comporre.

Quanti musicisti hanno contribuito alla realizzazione di Overview effect?
Per Overview Effect sono stato molto fortunato a collaborare con dei musicisti davvero talentuosi: Thomas Gould (violino), Stephen Upshaw (Viola) , Lucy Railton and Peter Gregson (violoncello), Nicola Baigent (clarinetto basso) and countertenor Claudio Girard (Controtenore). Io ho suonato tutte le chitarre e pianoforti cosi come ho composto e programmato tutti I suoni elettronici. Un’altra figura chiave per la creazione dell’album è stato Tom Bailey che ha prodotto e mixato tutto quanto.

I brani di Overview effect sembrano muoversi facilmente tra suggestioni cameristiche e orchestrali che richiamano un certo tipo di avanguardia classica. Tra i solchi del disco mi è parso di avvertire le atmosfere di certe opere di Philip Glass e di un certo minimalismo in generale. Ti senti più un musicista classico o ti consideri un autore più vicino ad altre tendenze musicali?
La mia musica è certamente influenzata in molta parte dal movimento minimalista americano (Glass, Reich, Adams, Lang etc) così come da altri compositori classici. Ho una formazione classica anche nella forma e nello sviluppo dei brani. Sento il bisogno di non stare in un’unica idea musicale ma sviluppare questa idea sempre in altro e nuovo materiale. La musica ti guida attraverso un viaggio. Ed è quello che fa anche la musica elettronica e sono influenzato molto anche da questa. Uso qualunque cosa per fare la musica che voglio fare. In profondità mi sento un compositore più che uno che suona musica elettronica

Puoi parlarci della dimensione live della tua musica?
La musica diventa reale quando suoni la vita. Questa è un’interazione con chi fa musica che non può accadere da nessun’altra parte. C’è l’idea di far uscire le cose, tirare i suoni fuori dal computer e dargli vita. Sto ancora sviluppando l’area della performance dal vivo.

Puoi anticiparci qualcosa dei tuoi progetti futuri?
Al momento sono molto concentrato su nuovi film, anche se si affacceranno presto dei concerti in Europa. Ho cominciato anche a pensare al prossimo album

English Version

Hello Roger how important is the visual aspect in your music, especially in your brand new album Overview Effect ?
Hi. I guess is quite important but not necessarily in a direct way. Although I was playing around the concept of the Overview Effect when writing this album, is not that I write a score for it. The concert inspired me to write something related to it, and after I we finished the mix, I realised that there’s was actually a narrative related to that initial concept and that all the pieces fitted perfectly together. Somehow my music, from a very early age, it’s been very visual. I don’t know if I also write for film for that reason or if my albums are very visual because I also write for film. It is for sure all related.

How do you compose music? Which are usually the instrument or instruments you use to create your music?
I use anything to compose. I usually start with a musical idea or a concept. These generally come from me improvising on the piano, guitar, synth or maybe using a weird combination of all those. There’s quite a lot of audio processing in my work so I regard unexpected sonic outputs as inspirational points to start a new piece. I would say is not about the instruments themselves that inspire me but it is the musical ideas and the development of those ideas that excites me.

How many players contribute to create Overview Effect?
For the Overview Effect project I’ve been very lucky to be able to collaborate with extremely talented musicians: Violinist Thomas Gould, violist Stephen Upshaw, cellists Lucy Railton and Peter Gregson, bass clarinettist Nicola Baigent and countertenor Claudio Girard. I am performing all the guitars, pianos and other bits and pieces, as well as composing and programming all the electronics. Also a key figure for the creation of this album has been Tom Bailey who produced and mixed it all.

Overview Effect’ songs sounds like a musical classic avantgarde: we can feel in it Philippe Glass and some minimal music scene. Where do you place yourself? Do you feel more a classical musician or a performer more close to different musical tendencies?
My music is certainly influenced in some extend by the American minimalist movement (Glass, Reich, Adams, Lang etc) as well as many other classical composers. I am classically trained and I believe I think quite classically in terms of form and developing the pieces. There’s always the need of not staying in one musical idea only but develop these ideas into new material. The music drives you through a journey. In that sense electronic music those that too, and I am very influenced by it. I simply don’t think in those terms. I use anything available to make the music I want to make. Deep inside me I act as a composer more than an electronic performer.

In the way you play music what is the meaning of a live performance?
When playing life is when music becomes real. There’s an interaction with the musicians that can’t happened anywhere else. I feel more like a ‘conductor’ more than anything. There’s the idea of start taking things out of the computer and do the processing life, which it would make a lot of sense. I am still developing that area of the life performance.

Please tell us a few words about your future plans or musical projects
At the moment I am quite concentrated on a few films, but it looks like it might be some life performances in Europe hopefully soon. I’ve also started to think about next album.

Recensione

Un disco rivelazione, sicuramente: il compositore e multistrumentista britannico Roger Goula ha pubblicato il nuovo album Overview Effect il quattro di Novembre u.s.. Si tratta di un Cd “long playing” (otto brani di lunghezza media per un totale di circa 55 minuti di ascolto) che è stato anticipato, qualche mese fa, dal EP Something about silence (e da noi recensito), opera contenente due diverse versioni di ciascuno dei brani Something about silence, appunto, che è anche la settima traccia del nuovo disco, e Awe (seconda traccia di Overview effect).
In occasione dell’uscita dell’EP, circa quattro mesi fa, scrivemmo che la musica dell’inglese Goula sembra indurre l’ascoltatore attento alle più profonde riflessioni e che richiama atmosfere sublimi e talvolta malinconiche che si muovono con facilità tra suggestioni cameristiche e orchestrali, il minimalismo di Philip Glass e la musica elettronica. Accennammo anche al fatto che Goula sembra essere un compositore per immagini (il musicista, del resto, è anche autore di colonne sonore per la TV e per il cinema), un autore, cioè, che riesce a tradurre le proprie emozioni in commenti sonori spesso intrisi di malinconia che a loro volta suscitano pathos, impressioni e sensazioni di tipo visivo sospese nel tempo.
Quella del musicista inglese è essenzialmente una musica di tipo immaginifico che si fa influenzare dal linguaggio dell’elettronica. Dopo l’uscita di Overview effect possiamo sicuramente confermare che detta circostanza, ben lungi dal produrre su disco vibrazioni sonore sintetiche algide e senz’anima riesce invece a dar luogo a risultati lusinghieri con una musica di tipo contemplativo che oltre a essere assai gradevole all’ascolto appare intrisa di sentimenti e ispirata dalla ricerca di significati umani profondi.

About the author

Giovanni Graziano Manca

Giovanni Graziano Manca

Pubblicista, poeta, ha collaborato e collabora alla redazione di numerose riviste cartacee e web scrivendo di musica, poesia, letteratura, cinema ed altro. Ha pubblicato alcuni volumi di poesia (In direzione di mete possibili, Lieto Colle, 2014; Voli in Occidente, Eretica, 2016) e uno di racconti brevi (Microcosmos, Sole, 2013). Vive a Cagliari, meravigliosa città del Mediterraneo.

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