Recensioni

Roberto Zanetti – Mother Afrika

Scritto da Fortunato Mannino

Parlare o scrivere di Africa per me non è mai semplice. Tanti i sentimenti contrastanti che mi suscita il solo nome del continente e troppi e complessi gli argomenti che dovrebbero essere affrontati. Una cosa è certa: non credo che ci sia stato un solo periodo della mia vita, in cui non abbia sentito disquisire, spesso in modo cinico, di Africa. Ed è da frasi retoriche come bisogna sconfiggere la povertà; aiutiamoli a casa loro; è necessario sviluppare l’area mediterranea, che è nato il mio disgusto verso l’ipocrisia e l’egoismo della politica occidentale. Politica che non è altro che lo specchio di una società in cui ancora il razzismo serpeggia pericolosamente. Il riscatto di questo ricchissimo e martoriato continente non lo vuole nessuno. Conviene, infatti, di più depredare le sue risorse, alimentare guerre per vendere armi o usare i suoi meravigliosi territori come discariche per poi, all’occasione, commuoversi o fingere sdegno.
A far dar contrappeso a tutto questo c’è l’amore per i colori e per la storia millenaria di quella che è, a tutti gli effetti, la culla del mondo. Musicalmente poi il debito che dobbiamo al continente nero è incommensurabile. Dalla sofferenza e dal dolore donati dai bianchi hanno avuto origine il blues, il gospel, il jazz che hanno letteralmente rivoluzionato il mondo della musica. Ed è proprio l’amore per l’Africa e per la sua Musica, che dà origine alle note di Mother Afrika. Note scritte dal pianista veneto Roberto Zanetti che, con il suo quartetto, omaggia la musica nera partendo dai call and reponse, ovvero il canto degli schiavi neri nelle piantagioni di cotone o granturco per poi spaziare in tutti gli altri generi musicali.
Un intero album, il settimo per la cronaca, interamente dedicato alla musica nera ma anche a figure di donne che hanno lottato contro i pregiudizi razziali entrando in vari modi nella Storia. Tra le figure a cui Roberto Zanetti dedica dei brani troviamo la campionessa olimpica Wilma Rudolph; Rosa Parks, che rifiutò di cedere il suo posto ad un uomo bianco su un bus, diventando un simbolo dei movimenti dei diritti civili; Katherine Johnson, geniale mente matematica che arrivò alla Nasa superando non solo i pregiudizi razziali ma anche quelli sessisti. E non poteva mancare un omaggio alla musica che si materializza con la figura di Nina Simone che, al di là delle celeberrime qualità artistiche, va ricordata anche perché dopo la morte volle rinsaldare il suo intimo e atavico legame con l’Africa facendo spargere le sue ceneri in vari stati del continente. Questo legame molto forte è presente nella comunità nera d’America e s’incarna nel traditional Mother Africa che apre e chiude l’album e che si dipana sulle note di The Water is Wide.
L’album, come tutti quelli del compositore veneto, è stato registrato dal vivo in studio e ha preso forma durante il lungo lockdown. Ad accompagnare Roberto Zanetti, pianista di fama internazionale, Valerio Pontrandolfo, Luca Pisani e Massimo Chiarelli, tutti nomi che chi segue la scena jazz italiana conosce e apprezza per bravura e tecnica.

 

Synpress44 Uffico Stampa
Roberto Zanetti
Comar23 Edizioni Musicali e Discografiche

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Fortunato Mannino

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