Pop Corn

Roberto Kunstler – Senza dire niente + Cantiere

Fortunato Mannino

Tutta la forza evocativa della parola nelle poesie canzoni di Roberto Kunstler

Chi è il poeta? Difficile dare una risposta a questa domanda, ma possiamo definirlo come un attento osservatore della società e dell’Io che, attraverso l’uso sapiente della parola e dei colori e dei riverberi in essa nascosti, evoca immagini e suggerisce riflessioni. Leggere una poesia per me è come guardare attraverso uno specchio d’acqua: i contorni delle cose si deformano e, mentre si cerca di cogliere i particolari, si scopre la propria immagine riflessa. Mi piace descriverla così la poesia e mi scuso se può apparire banale ma, al di là delle definizioni, quel che conta è riaccostarsi a questo genere letterario. Per fortuna un pregiudizio, peraltro storicamente insensato, sembra ormai definitivamente e finalmente caduto: Poesia e Musica non sono antitetiche e poeti come Bob Dylan e Patty Smith, giusto per fare due nomi, sono lì a dimostrarlo.
Nel nostro panorama musicale non mancano le figure di poeti, ma pochi sono quelli che possono vantare il doppio titolo di poeta e cantautore e uno di questi è Roberto Kunstler.
Il poeta cantautore romano, molti ricorderanno la collaborazione con Sergio Cammariere ma la sua carriera di autore e cantautore inizia nel 1984, mi ha tenuto compagnia nel primo mese di quarantena con l’elegante libro Cantiere, Cinquanta canzoni, poesie e altri versi (1979-2019) Di Felice Edizioni e l’album Senza dire Niente.
Quel che emerge dall’ascolto e dalla lettura è la raffinata capacità di universalizzare quelli che sono sentimenti senza tempo dai quali, in controluce, è possibile cogliere le inquietudini del nostro tempo. E a tal proposito, il brano Abitanti di un sogno in questo particolare momento storico risulta quasi profetico.
L’autore, infatti, mette in evidenza come abili parolai sono riusciti, mentre svuotavano di significato la costituzione, a costruire un mondo illusorio dove ognuno vive l’illusione di essere eterno protagonista. E di conseguenza, nell’era dell’egocentrismo anche i sentimenti più puri e veri si snaturano. Una bolla di sapone che un nemico invisibile ha fatto scoppiare. L’aspetto sentimentale e intimista è, comunque, predominante e tra i brani è impossibile non citare la nostalgica e onirica Dalla pace del mare lontano.
A questo punto il consiglio è di far vostro sia l’album che il libro ma, soprattutto, è quello di riscoprire la forza evocativa della parola.

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