A propos de

Riflessioni fotografiche

Alessandro Corona

Non mi manca la fotografia.
Per niente.
Sono sempre uscito alla notte per svolgere puntualmente il mio lavoro, senza tradire il musicista e il gestore del locale. Sono sempre stato disponibile con chi mi offriva una serata unica. Ho sempre reso il musicista partecipe del mio lavoro, ci siamo sempre mescolati insieme. Non ho bisogno di mega obiettivi perché il mio stile è quello di essere sotto il palco per “aggredire” la scena.
Non mi manca la fotografia.
Per niente.
Ho lavorato in studio sempre con puntualità e con gente fantastica, ho condiviso momenti di rabbie e incomprensioni con momenti altissimi, senza tradire il mio lavoro e con il massimo rispetto del soggetto che devo fotografare. L’ho sempre aiutato nei momenti più difficili fregandomene di cosa poteva pensare.
Non mi manca la fotografia.
Per niente.
Ma allora cosa cerco?
Cerco l’umanità, la semplicità, lo scambio emotivo. Quando scatto, chi mi è davanti, deve scaricare tutta la sua tensione, le sue paure, deve fidarsi di me in quel momento; è capitato a volte, che dopo poco spengo la macchina fotografica e me ne vado. Non è una scelta da megalomane né tanto meno dettata da riflessioni affrettate, è un sentimento che in quel momento non parte. Non c’è niente da fare.
Non me ne vergogno, anzi, per me esiste solo il rapporto di interscambio con il soggetto, con il palcoscenico e con il gestore, chiunque sia.
Nella mia lunga vita di fotografo, tra macchine a rullino e moderne reflex, ho sempre portato con me l’entusiasmo e la semplicità per rendere lo scatto unico ed emotivamente alto.
Ecco perché la fotografia non mi manca, ora riesco a gestire tutte le mie funzioni di fotografo garantendo ai musicisti, e non solo, il massimo del lavoro, sia durante lo scatto che dopo, in post produzione, che tra le altre cose l’ho ridotto al minimo perché lo trovo un “falso scatto”.

About the author

Alessandro Corona

Alessandro Corona

Alessandro Corona nasce a Bassano del Grappa (VI) nel ’57. Dopo aver vissuto in varie zone del Veneto, si trasferisce a Bologna negli anni’70, seguendo tutto il movimento artistico di quel periodo; dai fumetti di A. Pazienza e N. Corona, alla musica rock britannica e americana, a quella elettronica di stampo tedesco, al cinema d’avanguardia tedesco e francese, per approdare poi alla scoperta della fotografia internazionale seguendo corsi di approfondimento e di ricerca.

Scatto per non perdere l’attimo.
Esistono delle cose dentro ognuno di noi, che vanno messe a fuoco.
Esistono cose che ci circondano e che non vanno mai perse, attimi che possono cambiare il nostro futuro; ognuno di noi ha un’anima interiore che ci spinge verso quello che più ci piace o ci interessa.
Io uso la macchina fotografica come un prolungamento del mio braccio, la ritengo un contenitore enorme per catturare tutti quei momenti che mi appartengono.
Passato e futuro si uniscono fondendosi insieme e per caratterizzare l’anima degli scatti creo una “sensazione di fatica” nella ricerca dell’immagine mettendo in condizione l’osservatore, di ragionare e scoprire sé stesso dentro l’immagine.
Trovo interessante scattare senza pensare esattamente a quello che faccio; quando scatto il mio cuore muove un’emozione diversa, sento che la mia mente si unisce con estrema facilità al pulsante di scatto della mia macchina, non esito a cercare quel momento, non tardo un solo secondo per scattare senza riflettere.
Il mio mondo fotografico è principalmente in bianco e nero, il colore non lo vedo quasi più, la trasformazione cromatica è immediata.
Non esito: vedo e scatto!
La riflessione per quello scatto, si trova in mezzo tra il vedere e lo scattare senza esitare sul risultato finale, senza perdere tempo in quel momento.
Diventa immediato per me capire se quello che vedo e che intendo scattare può essere perfetto,
non trovo difficile esprimere quello che voglio, la macchina fotografica sono io.
Ogni scatto, ogni momento, ha qualche cosa di magico, so che posso trasmettere una riflessione quindi scatto senza cercare la perfezione estetica perché nella fotografia la foto perfetta non esiste, esiste solo la propria foto.
Works:
Fotografo e grafico: Mantra Informatico (cover CD), Elicoide (cover LP)
Fotografo ufficiale: Star for one day (Facebook). Artisti Loto (Facebook)
Fotografo ufficiale: Bowie Dreams, Immigrant Songs, Roynoir, Le Sciance, Miss Pineda.
Shooting: Federico Poggipollini, Roynoir, Heide Holton, Chiara Mogavedo, Gianni Venturi, Double Power big band, Progetto ELLE, Star for one day, Calicò Vintage.
Radio: Conduttore su LookUp radio di un contenitore artistico, con la presenza di artisti.
Fotografo ufficiale: John Wesley Hardyn (Bo), Reelin’and Rocking’ (Bo), Fantateatro (Bo), Nero Factory (Bo), Valsamoggia Jazz club (Bazzano), Friday Night blues (Bo), Voice club (Bo), Stones (Vignola), il Torrione (Fe), L’officina del gusto (Bo), Anzola jazz, Castelfranco Emilia blues, Bubano blues, Mercatino verde del mondo (Bo), L’Altro Spazio (Bo), Ramona D’Agui, Teatro del Pratello (Bo), P.I.P.P.U Domenico Lannutti, Insegui L’Arte (Badolato CZ), Artedate (Mi), Paratissima Expo (To), Teatro Nuovo e club Giovane Italia(Pr), Teatro Comunale e Dehon (Bo), Teatro delle Passioni (Mo).

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