Sound&Vision

RENATO ZERO @ Arena Prealpi San Biagio

Scritto da Valeria Bissacco

“Cinque, quattro, tre, due, uno… Zero!” , il famoso countdown si alza dal pubblico appena si spengono le luci

Il concerto di Renato Zero dal tour L’OraZero è un affascinante lungo viaggio attraverso oltre cinquant’anni di carriera a cui si intrecciano i brani dell’ultimo album, L’OraZero appunto, uscito lo scorso ottobre in occasione dei 75 anni del cantautore romano.
Lo spettacolo andato in scena alla Prealpi San Biagio Arena di Conegliano per quattro serate di seguito (tutte soldout) dal 17 al 20 marzo, è un racconto quasi teatrale: luci, scenografia, filmati, abiti e monologhi si fondono in un’unica narrazione emotiva sul filo dello stupore e della meraviglia.
“Cinque, quattro, tre, due, uno… Zero!” , il famoso countdown si alza dal pubblico appena si spengono le luci, mentre immagini suggestive rendono l’atmosfera ancor più carica di aspettativa, quindi l’artista entra in scena con passo lento ma deciso, accolto da un boato.
Al centro del palco Renato, vestito di bianco nella prima parte dello show, è protagonista, attore e cantore delle sue storie che catturano il pubblico e lo accompagnano attraverso le infine sfaccettature dell’amore, con immagini che richiamano anche alla magia circense, alla danza, al teatro, in un continuo susseguirsi suggestivo di musica, parole ed immagini.
Brani degli inizi come No! Mamma no!, La rete d’oro, Uomo, no, Vivo, suonano attuali come quelli più recenti. Ai due lati del palco trova posto la band collaudata formata da ottimi musicisti: la direzione musicale è affidata a Danilo Madonia che suona pianoforte e tastiere, Lorenzo Poli è al basso, alla batteria troviamo Lele Melotti, Bruno Giordana alle tastiere e sax, alle percussioni Rosario Jermano mentre alle chitarre ci sono Fabrizio Leo e Andrea Maddalone che, con  la presenza di otto coristi, creano un suono potente e pulito, con arrangiamenti che rispettano gli originali pur rendendo i brani in sintonia con un sound contemporaneo.
La voce di Zero è sempre piena e colorata, intensa e vibrante a dispetto dell’età anagrafica, la sua gestualità è diventata negli anni più essenziale, ma sempre espressiva nell’accompagnare la musica e sottolineare le tematiche a lui care come identità, memoria, rispetto, fragilità e riscatto. L’artista è rimasto fedele a se stesso pur adeguandosi ai cambiamenti del tempo: Zero è ancora oggi perfettamente riconoscibile attraverso l’evoluzione della sua musica ed ha una personalità talmente forte e sincera che non ha più bisogno di trucchi e lustrini per colorare la scena e vestire il ruolo di protagonista che s’è conquistato negli anni.
Musicalmente impeccabile, lo spettacolo si divide in due tempi in cui vengono proposti quasi trenta brani in scaletta, che in realtà diventano quarantadue considerando i  quattro corposi medley che l’artista interpreta seduto su uno sgabello al centro del palco.
Alle spalle di Zero un grande schermo LED proietta immagini astratte, grafiche pop, fotografie d’archivio e simboli (il mitico Pierrot tanto caro all’artista nei primi anni della sua carriera o il tendone del suo circo di Zerolandia ad esempio) legati alla sua poetica e alla sua storia, creando uno spettacolo totale di grande suggestione. In alcuni brani compare anche un’orchestra d’archi sul megaschermo, ad aggiungere ancora più spessore e profondità al tappeto sonoro.
Nel corso della serata l’artista si lascia andare affabilmente anche a monologhi intensi, talvolta ironici o più riflessivi, di grande sensibilità. Renato veste con la sua innata classe abiti monocolore sobri ma iconici firmati dal re della moda italiana, segnando un ritorno all’essenzialità dopo i look stravaganti e la strabordante creatività del passato. Accenna con eleganza qualche passo di danza, ammicca, sorride e ricambia sornione l’affetto del suo pubblico.
Nel palasport vi è grande coinvolgimento e partecipazione sia in platea che nelle gradinate: il pubblico canta molto e spesso si alza in piedi per danzare e applaudire. Renato è nel cuore di tutti e sa come toccare con grazia le corde più profonde dell’animo; sono inevitabili i cori spontanei che si alzano su brani storici come Il Carrozzone, Cercami, Il cielo,I migliori anni della nostra vita e molti altri che fanno parte del patrimonio musicale collettivo e risvegliano emozioni profonde mai dimenticate. Il pubblico “zerofolle” è caloroso e colorato, abbraccia più generazioni (sono moltissimi i fans della prima ora, i cosiddetti “Sorcini”, a volte in compagnia dei figli e addirittura dei nipotini) e si lascia andare con grande trasporto anche in questa serata al rito della memoria e della condivisione.
Renato Zero, artista puro e gentiluomo, dimostra ancora una volta una presenza scenica fortissima, capace di unire grande musica, teatralità, ironia e profondità dando vita come sempre, sera dopo sera, ad un evento unico di notevole spessore.
La sua celebre raccomandazione finale agli “smemorati”, quel “Non dimenticatemi, eh?!” diventato quasi un marchio di fabbrica, suona ironicamente superflua dopo una serata così ricca di splendore, e lascia il sorriso sui volti degli spettatori.

Si ringrazia Goigest per la gentile disponibilità

RENATO ZERO, Arena Prealpi San Biagio
 Conegliano (TV)
18.03.2026

Scaletta del concerto di Conegliano (TV), 18.03.2026

  • No! Mamma, No!
  • Io uguale Io
  • Quel bellissimo niente
  • Cercami
  • Lasciati amare
  • Il rifugio
  • Più musica
  • Medley: Marciapiedi / Svegliati / La Rete d’oro / Motel / Uomo, No
  • Vorrei piacerti
  • La ferita
  • Voglio regalarti un avvenire
  • Il battito del mondo
  • Libera
  • Senza
  • Medley: Vivo / Vagabondo cuore / Mi ameresti / Nei giardini che nessuno sa / Il Carrozzone
  • Il canto di Esmeralda
  • Ascoltati
  • Ti meriti di Più
  • Se t’innamorerai
  • L’anima canta
  • Ricreazione
  • Medley: Triangolo / Madame / Mi Vendo / Resisti
  • Aspettando l’alba
  • Guai
  • Medley:Potrebbe essere Dio / Più su / Amico / Il cielo /I migliori anni della nostra vita
  • Ave Maria
  • Resta con me

Dopo le date di Conegliano (TV) dal 17 al 20 marzo, il tour prosegue con i prossimi appuntamenti:

  • 24 Marzo – Bologna – Unipol Arena
  • 28 Marzo – Pesaro – Vitrifrigo Arena
  • 4 Aprile – Eboli – Palasele
  • 8 Aprile – Bari – Palaflorio
  • 9 Aprile – Bari – Palaflorio
  • 11 Aprile – Bari – Palaflorio
  • 12 Aprile – Bari – Palaflorio
  • 15 Aprile – Messina – Palarescifina
  • 16 Aprile – Messina – Palarescifina
  • 18 Aprile – Messina – Palarescifina
  • 19 Aprile – Messina – Palarescifina

 

 

 

About the author

Valeria Bissacco

Sono nata sotto il segno dei Pesci, sono diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, vivo in Veneto e mi occupo di fotografia per passione praticamente da sempre. Amo la musica italiana e da quando avevo 12 anni seguo i concerti dei miei artisti preferiti e li fotografo, unendo così le mie due più grandi passioni. Pratico Arti Marziali (la mia terza passione), insegno Karate ai bambini e alle persone con disabilità, mettendomi in gioco ogni giorno sul tatami come nella vita. Il mio bisogno di nutrirmi di bellezza mi porta spesso in giro per l’Italia e l’Europa a visitare musei, assistere a concerti, eventi, esposizioni d’arte o semplicemente (da vera pesciolina) su una spiaggia solitaria in Grecia ad ammirare e respirare il mare.

Per ZONA Editore ho curato l’inserto fotografico del libro: Francesco Baccini, ti presto un po’ di questa vita, e ho pubblicato una raccolta di racconti che prendono spunto dalle canzoni della mia vita: Margherita, Alice e le altre.
Ho esposto le mie foto a Milano, Treviso e Castelfranco Veneto.
Alcune mie immagini compaiono all’interno della copertina di album di Francesco De Gregori, nel dvd di Dalla e De Gregori Work in progress, e nei dischi di altri musicisti emergenti.
Mie foto di De Gregori sono inoltre in copertina di una storia della canzone di De Gregori a cura di Enrico Deregibus e all’interno di altre pubblicazioni a carattere musicale.

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