Recensioni Soundcheck

Quiver With Joy – Ghost

Ennio Salomone
Scritto da Ennio Salomone

Quella dei Quiver With Joy è un’opera preziosa, anacronistica, asincrona e squisitamente retrò.

Ok, iniziamo la recensione di “Ghost” dei Quiver With Joy; Bene!! Da dove iniziamo? Con cosa iniziamo? Per esempio con il dire che quando parliamo di “Ghost” parliamo di un’opera musicale e non di un disco; ci sta un’enorme differenza e nella distinzione, per carità, ci stanno dentro tutte le accezioni possibili, positive e negative.  Matteo Mancini e Giulio Catarinelli hanno osato tanto, davvero tanto, hanno superato il limite e dunque:  Alla forca!!
Ma bando agli scherzi “Ghost, a mio parere, è un’opera preziosa, anacronistica, asincrona e squisitamente retrò.  Dentro ci sta di tutto: il post-rock, il blues decadente, atmosfere oniriche velate di sonorità del neoclassical-darkwave spagnolo e nordeuropeo:  tutto!
Le scelte disarmoniche, i sample che ti trasportano in luoghi abbandonati e stracolmi di sensazioni e odori, le voci spettrali, ataviche ma squisitamente moderne.
I due artisti avranno consumato mille aperitivi in compagnia di Waits, Pink Floyd e perché no, magari di Mr. Doctor. Eppure persino Mario Pancieri non avrebbe potuto fare di meglio, se solo fosse stato completamente italiano. Fortuna sua!
Il tempo scompare, rimane la vita, rimane la morte. Tutto si concentra nei suoni, in quelli che si ascoltano e nei mille che si potevano ascoltare e non ci sono ma che, magari proprio per questo, si sentono chiari e forti. Il rock domina come l’Inghilterra in V per Vendetta e poi esplode, si frantuma, si moltiplica come la testa dell’Idra e fortifica le sue fronde. Ne 2015 nascono ancora cose del genere:  che piaccia il risultato, l’intento, entrambi o nessuno dei due. Poco importa. Nel 2015 nascono ancora cose del genere: Chapeau!

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Ennio Salomone

Ennio Salomone

Ennio Salomone nasce nell'Africa nordissima o nell' Italia sudissima, insomma a Sciacca (Ag) nel 1987.
Da piccolo aveva tre sogni nel cassetto: vivere nella giungla (ma con un televisore su un albero), fare il cantautore e collezionare le offerte limitate della eminflex su cassette.
Il primo sogno è andato in fumo quando ha scoperto che nella giungla non vendevano i sofficini al formaggio, il terzo è durato qualche anno ma le spese delle cassette erano ingenti e dopo qualche centinaio ha deciso di rinunciare, il secondo è ancora in forse anche se l'eta per fare il disco, essere una rockstar e morire a 27 anni di morte ignota è ormai passata, dunque lo fa con calma e senza affanni.
Intanto ascolta tanta musica, a volte anche molto bella, ha un amore gandhiano per quella emergente e in giro si dice abbia l'orecchino più trendy di tutto il quartiere.

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