Mi sono svegliata prestissimo. Il bambino freme dalla curiosità di affrontare una nuova entusiasmante avventura. Mi porge un cartoncino che mi ritrae curiosamente con il collo lunghissimo. Mentre recita una bellissima filastrocca, per celebrare la festa della mamma, la mia mente corre e in un attimo mi ritrovo davanti al pentolino di ferro-smalto.
Sono lì con il pannarello in mano mentre monto il “latte schiuma” al bambino e penso a mia zia e al suo pentolino bianco di ferro smalto. Sta aspettando quel momento magico in cui la superficie smette di essere liscia e freme e ribolle fino a ribollire in una schiuma candida che scappa via dai bordi. Mia zia mi diceva sempre di stare attenta: “ti imbroglia, se non lo guardi fisso”. Ora capisco che non parlava solo del latte.
Il ricordo non ha bisogno di chiamarmi. La mia memoria è un database antico che conserva traccia di ogni evocazione fisica e metafisica. In un attimo ti rivedo li, ho appena finito di bere il mio latte e tu fai spuntare quell’oggetto magico dal cassetto; una piccola fiamma attraversa la mia memoria: questo pettine color carota è un lampo arancione che solca il fiume dei tuoi lunghissimi capelli castano lucente. Li sciogli, davanti allo specchio dell’ingresso, una cascata si libera oltre le spalle, sembra sfiorare il pavimento. Una lentezza rituale, un rispetto mistico per ogni nodo che il sonno e la vita hanno intrecciato e che tu sciogli, col sorriso bellissimo che hai…lo specchio me lo rimanda indietro, ogni giorno, da 40 anni.
Dentro lo specchio la mia immagine sfuma nella tua. Sei la custode di una forza antica. Se mi concentro sento ancora quel fruscio ipnotico che metteva ordine al mondo e, mentre sciolgo i miei nodi, realizzo che ho la tua stessa età, quando te ne sei andata. Ugualmente sento che non mi hai mai lasciata e sei qui con me, con noi. Ti percepisco mentre governi la tua cascata di capelli e mi ricordi che ci sono legami che non si spezzano mai, se ne hai cura e dedizione. E mentre ti sorrido di rimando, penso che ancora non ho prenotato il taglio di capelli.
Quello che il tempo non scioglie
La mia memoria è un database antico che conserva traccia di ogni evocazione fisica e metafisica

