Il loto nasce dal fango, dagli scarti, da ciò che nessuno guarda per due volte consecutive.
La papera nasce da una risata, da un bagno d’infanzia.
Si incontrano a metà: uno che ha scalato il fondo, l’altra che non vi è mai scesa.
Il loto emerge portandosi dietro il ricordo del fango, la papera emerge senza memoria, leggera, impermeabile al passato. Insieme fanno un equilibrio che può sembrare improbabile: la purezza che sa da dove viene e la leggerezza che non chiede redenzione.
E mentre l’acqua trattiene tutto, loro galleggiano. Per necessità, per natura.
Quatsch (sognatə dal futuro) N. 90
– Sul fior di loto. Illustrazione di eineberlinerin
– La tabellina del 9. Racconto di Laura Passeri
– Geometrie del vuoto. Pensieri di Alessia Figliolia
– Cadere di cuore. Dialogo surreale di eineberlinerin
– Caro Ministro, ti scrivo. Poesia in rima di Red Sheep

