Sound&Vision

President Suit @ LOFT, Trieste

Giovanni Aiello
Scritto da Giovanni Aiello

L’Indie Elettronico dei President Suit è qualcosa di raro e stupefacente.

L’Indie è una forma musicale strana: rappresenta un riuscito e coinvolgente matrimonio tra l’amore per ciò ch’è vecchio e ciò ch’è nuovo.
L’Indie non è una musica per vecchi: sbagliato, impersonifica una generazione di transizione, porta con sé la stima dell’esperienza e il rispetto della tradizione. Con l’alternatività di un futuristico pensiero.
L’Indie è una musica bohémien: forse, sicuramente è il baluardo di un movimento culturale prima che mera espressione musicale.
L’Indie dei President Suit è qualcosa di raro e stupefacente.
Qui a Trieste li conosciamo bene, sono una delle promesse musicali del territorio; definiscono il loro genere musicale “Indie Elettronico”. A sentire questa definizione, ci coglie una volontà di conoscenza – parafrasando Nietzsche – e il dubbio di non essere pronti all’ascolto.
Ma andiamo per ordine; incontriamo i President Suit durante il sound-check al LOFT, bellissimo locale con tante iniziative musicali della città Giuliana: sono simpatici, giovani, irrequieti ed emozionati. E’ l’occasione per scattare loro qualche foto di backstage, perfettamente integrati con lo stile del posto che li ospita.
Parlando con essi emergono storie diverse, contaminazioni culturali variegate e plastiche, voglia di suonare per il fine più nobile possibile: esprimere la propria voglia di creare qualcosa insieme.
Qualche ora dopo inizia il concerto. Il locale è stracolmo, gli spettatori continuano a riversarsi in massa vicino al palco; si accendono le prime note provenienti dal Synth, il basso comincia a borbottare, la voce si scalda, progressivamente il violino interviene con decisa dolcezza.
Scopriamo che l’idea musicale dei President Suit è la negazione di una contraddizione: l’armonia elettronica è in pieno equilibrio con il rispetto degli strumenti classici, si fonde con essi, li ribalta, li esalta, li trasforma, si lascia modificare, si allinea ad essi. Durante alcuni fraseggi originali ci pare di ascoltare i Radiohead o i Ratatat, tanto fine è la loro tecnica e scelta stilistica.
Il pubblico appare proteso verso i musicisti, si muove come un’unica entità; canta, si scuote. E’ una libagione di applausi e sorrisi.
Sicuramente i President Suit non sono gl’inventori dell’Indie Elettronico; ciononostante secondo noi sono una delle sue migliori espressioni. Non importa quanto piccola sia una band o quanto poco conosciuta sia: come cantavano i Beatles, “non c’è niente che tu possa fare che non possa essere fatto”. Gli artisti scendono dal palco, finisce una bella serata. Inizia una nuova avventura.
Articolo e Fotografie di Giovanni Aiello.

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