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Pragmata: uno shooter particolare

Come una demo sa farti cambiare completamente idea

Fin dalla sua prima apparizione nel 2020, durante l’evento Sony in cui si mostrava per la prima volta PS5 con la sua pipeline di titoli, Pragmata non mi ha destato nessun interesse.

Solito trailer in CGI che mostrava i due protagonisti, l’astronauta Hugh e la bambina robotica Diana, in combattimento contro degli esseri meccanici, con una data di rilascio fissata al 2022. 

Nessuno stralcio di gameplay.

La mia prima impressione è stata:”Ah, The Last of Us nello spazio”.

Premessa: faccio questo paragone perché vedo che tra loro si instaurerà un rapporto padre e figlia, come è avvenuto per Joel e Ellie.

Poi scomparsa.

Rinvii su rinvii, e dal 2022, anno in cui doveva originariamente uscire, siamo arrivati a oggi 2026, con il progetto finalmente in procinto di vedere la luce.

Lo ammetto, avevo perso le speranze e pensavo di doverlo aggiungere alla lunga lista di titoli cancellati, ormai diventata un’abitudine in questo settore.

La cosa che però ha riacceso il mio interesse è stato un anticipo sulla data di rilascio, un avvenimento decisamente raro.

Dal 24 aprile, data inizialmente fissata per il rilascio ufficiale, si è passati al 17 aprile data definitiva per il Day One.

Già da tempo Capcom aveva rilasciato una demo giocabile di Pragmata e, con la scusa di questo ultimo cambio di data, ho deciso di provarla e toccare finalmente con mano il progetto.

La demo dura giusto una ventina di minuti; non si perde in preamboli narrativi, ma si concentra esclusivamente nello spiegare al giocatore come funziona il gioco stesso.

Non è il solito shooter in terza persona, come avrei pensato a primo impatto, in cui spari al nemico, lo uccidi e vai avanti, ma presenta una componente atipica per i canoni del genere, ovvero una componente puzzle.

Mi spiego meglio.

I nemici da affrontare sono tosti, difficili da buttare giù e da rallentare semplicemente utilizzando l’equipaggiamento a disposizione di Hugh. È come se il titolo ci trasmettesse una sensazione di impotenza, ti fa capire come tu, semplice umano, sia e sarai fragile al cospetto delle macchine.

Ma è qui che entra in gioco Diana e questa meccanica puzzle.

La ragazzina, essendo anch’essa un essere sintetico, ha il potere di hackerare gli avversari. 

Mentre punti l’arma contro il nemico, a schermo compare una griglia su cui devi spostare un cursore usando i tasti frontali del pad, con un scopo: raggiungere il riquadro verde.

Solo una volta raggiunto, il nemico verrà stordito per una frazione di secondo, esponendo i suoi punti deboli e permettendo di infliggere danni maggiorati.

All’interno della griglia, però, sono presenti dei riquadri di colore differente. Fino a questo momento ne sono stati mostrati di due tipi: blu e giallo.

Il riquadro blu è un elemento standard, sempre presente nella griglia e mai da solo: passandoci sopra con il cursore si va a caricare del danno che si riverserà direttamente sull’avversario non appena verrà raggiunto il riquadro verde.

Più riquadri blu incontri sul tuo percorso, più il danno è maggiorato.

Quello giallo, invece, applica un particolare malus al nemico. Penso che nella versione finale ci saranno molte altre varianti di questi effetti; nello specifico, si tratta di veri e propri consumabili che si trovano nel mondo di gioco e che compaiono all’interno della griglia solo finchè li avremo a disposizione nell’inventario.

Quindi a te, giocatore, spetta il compito di creare un percorso in questa griglia per raggiungere la destinazione finale. Il tutto avviene mentre i nemici ti corrono incontro per attaccarti, senza alcun rallentamento del tempo mentre lo fai.

Ed è proprio questo il puzzle che devi andare a comporre: decidere se per quel nemico sia più opportuno puntare dritto al traguardo, facendogli esclusivamente danno con l’arma, oppure deviare per accumulare danno extra o applicare malus, consapevole del fatto che si tratta di risorse limitate da gestire con cura.

Devi saperti adattare alla situazione in battaglia, schivare e decidere rapidamente come proseguire.

È questo che mi ha colpito in Pragmata: non puoi andare a testa bassa contro i nemici, ma devi gestire la situazione e trovare una soluzione veloce per non farti sopraffare. Un pizzico di originalità che non mi aspettavo e che risulta azzeccatissimo, capace di dare quel tocco di sfida in più che rende la partita ancora più gustosa.

Questo è quello che ho pensato non appena ho finito la demo, tanto che sono corso subito a preordinare il gioco.

Voglio esplorare ancora di più questo fantastico gameplay, scoprire come si evolve e se la difficoltà scalerà in base alla zona esplorata o al tipo di nemico affrontato.

Insomma, mi sono dovuto ricredere del tutto, spazzando via quell’indifferenza che avevo per il titolo e portandolo prepotentemente nei miei radar. Il 17 aprile è quasi alle porte e non vedo l’ora di riprendere in mano il pad e annientare qualche robot. 

About the author

Francesco Francucci Rossi

Appassionato fin da piccolo di qualunque cosa che potesse trasmettere un' emozione, che esso sia un film, un anime, un manga o un videogioco.
Stufo di quei stilemi ormai radicati nel settore, cerco di portare una visione più genuina e sincera pronta a farvi a scoprire o riscoprire il medium, che noi tanto amiamo

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