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Playlist (in the mood for…Oasis) # 6

Elisa Fiorucci
Scritto da Elisa Fiorucci

Playlist (in the mood for…Oasis) # 6

 

Playlist (in the mood for…Oasis) # 6

1. Turn up the sun

2. Bring it on down

3. Waiting for the rapture

4. Thank you for the good times

5. Who put the weight of the world on my shoulders?

6. Sad song

7. Underneath the sky

8. Full on

9. Let’s all make believe

10. Part of the queue

11. Listen up

12. (You’ve got) the heart of a star

13. (It’s good) to be free

14. Mucky fingers

15. Cast no shadow

16. Take me away

17. See the sun

18. Shout it out loud

29. Columbia

20. Idler’s dream

Parlare dell’importanza e dell’impatto che ha avuto su di me la musica degli Oasis significherebbe parlare di quella che è stata la mia vita dai 13 ai 19 anni. Tranquilli, non lo farò.
Ma se oggi spendo molti dei miei pochi soldi e del mio tempo in dischi e concerti è perchè un pomeriggio di più di dieci anni fa stavo guardando TRL e ho visto il video di una canzone chiamata Little by little (singolo dell’album più brutto che abbiano mai fatto, tra l’altro).
Gli Oasis sono quel tipo di gruppo che quando sei ragazzino ti fa venire voglia di prendere una chitarra in mano e diventare una rockstar.
Perchè loro erano noi. Non erano belli, non erano bravi a suonare, non erano originali, non erano ricchi, non avevano un lavoro, si presentavano ai concerti con la tuta della Umbro.
Con l’unica differenza che io, per esempio, una Supersonic non sono riuscita ancora a scriverla.
Si sono sciolti nel 2009 dopo l’ennesima lite furibonda con tanto di chitarre spaccate. Ma questa è la versione ufficiale della storia. La verità, ammessa timidamente anche dallo stesso Noel Gallagher, è che già da tempo, nonostante i loro due ultimi dischi fossero più che dignitosi, il gruppo si trascinava avanti stancamente. Insomma, Noel avrebbe lo stesso cominciato la sua carriera solista di lì a poco.
Il progetto di suo fratello Liam e degli altri ex Oasis, i Beady Eye, è morto di morte naturale poche settimane fa. Subito i bookmakers inglesi hanno aperto le scommesse per una reunion degli Oasis fissata per il Festival di Glastonbury, quest’estate, a vent’anni di distanza dalla pubblicazione del capolavoro (What’s The Story) Morning Glory?.
A parere di chi scrive non accadrà, di sicuro non a pochi mesi di distanza dall’uscita del nuovo lavoro di Noel.
Fatto sta che questa playlist vuole celebrare, si fa per dire, gli Oasis. Non ci sono singoli, né i loro pezzi più famosi, e alcune di queste canzoni non sono presenti nemmeno nella loro discografia ufficiale.
Perchè chiunque viva su questo pianeta conosce Wonderwall e Don’t look back in anger. Ma gli Oasis non sono stati solo i loro inni da stadio, ed è per questo che hanno cambiato la vita di milioni di persone. Tra cui la mia.

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