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Playlist (in the mood for…) # 4

Elisa Fiorucci
Scritto da Elisa Fiorucci

Playlist (in the mood for…) # 4

Il mondo si divide in due categorie.
Quelli per cui la musica è la colonna sonora della propria vita, e quelli per cui la vita sono le cose che succedono tra una canzone e l’altra.
Che apparteniate alla prima o alla seconda di queste categorie, ogni settimana la nostra nuova rubrica Playlist (in the mood for…) vi proporrà venti canzoni.
Per avere il brano perfetto per ogni momento e stato d’animo, per farvi conoscere nuova musica.
O anche solo per ricordare certi pezzi, chi li ha scritti, e come eravamo noi quando li ascoltavamo per la prima volta.

Playlist (in the mood for…covers, seconda parte)

1. Jeff Buckley – I know it’s over (The Smiths)

2. Damien Rice – I still haven’t found what I’m looking for (U2)

3. Tori Amos – Purple rain (Prince)

4. Arctic Monkeys – You know I’m no good (Amy Winehouse)

5. Nirvana – The man who sold the world (David Bowie)

6. Josh Homme – The whores hustle and the hustlers whore (PJ Harvey)

7. Afterhours – La canzone popolare (Ivano Fossati)

8. Vampire Weekend – I’m going down (Bruce Springsteen)

9. Taylor Swift – White blank page (Mumford & Sons)

10. Ryan Adams – Wonderwall (Oasis)

11. Mina – Dentro Marilyn (Afterhours)

12. Carmen Consoli – Can’t get you out of my head (Kylie Minogue)

13. Bruce Springsteen – Royals (Lorde)

14. Lana Del Rey – Goodbye kiss (Kasabian)

15. Chvrches – Do I wanna know? (Arctic Monkeys)

16. James Blake – Limit to your love (Feist)

17. Subsonica – Ain’t no sunshine (Bill Withers)

18. Bon Iver – I can’t make you love me (Bonnie Raitt)

19. Frank Sinatra – Something (The Beatles)

20. Jeff Buckley – Hallelujah (Leonard Cohen)


La splendida e tutt’ora insuperata interpretazione di Hallelujah, presente nel capolavoro Grace di Jeff Buckley, è la colonna sonora di più o meno qualsiasi scena drammatica di ogni serie televisiva post-1994.
Prendo a titolo d’esempio la generazionale (?) The O.C..
Nella seconda puntata, il momento è già topico. L’uomo-canotta Ryan, perdutamente innamorato di una ragazza dopo averci parlato circa tre volte, rifiuta di passare la notte con la bella e dannata Marissa perchè “Se resti poi te ne andrai di nuovo, quindi vai via!”. L’episodio si chiude con una rissa, una casa in fiamme e un paio di arresti (tutto molto realistico).
E compare anche nel finale di stagione, quando Ryan decide di abbandonare la sua vita a Orange County. In sequenza vediamo: la sua madre adottiva piangere disperatamente (nelle stagioni successive diventerà alcolista), Marissa che si attacca a una bottiglia di Vodka (già alcolista a 15 anni, morirà a breve, e indovinate che canzone ci sarà di sottofondo?), e il suo amico Seth prendere la barca e veleggiare al tramonto.
Sembra quasi che gli autori delle colonne sonore di queste serie, stiano lì seduti a un tavolo e pensino “Come posso rendere drammatico tutto questo? Con Hallelujah di Jeff Buckley!”.
Perchè, è chiaro:

And I’ve seen your flag on the marble arch
And love is not a victory march
It’s a cold and it’s a broken Hallelujah

Niente e nessuno potrà mai competere con quella voce e queste parole.

Elisa Fiorucci

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